Bolzano. Vicepresidente Consulta immigrati arrestato per falsi matrimoni
La Polizia di Stato di Bolzano ha arrestato un cittadino di origine marocchina, vice presidente della Consulta degli immigrati di Merano, responsabile di aver favorito la permanenza e l'ingresso di numerosi cittadini extracomunitari organizzando matrimoni di comodo con cittadini italiani compiacenti.
A carico dell'arrestato sono stati formulati 18 capi di imputazione (dal favoreggiamento all'ingresso e alla permanenza di extracomunitari, alle minacce, estorsione, calunnia, ricettazione, induzione e istigazione a delinquere di minori).
Il favoreggiamento all'ingresso e alla permanenza degli extracomunitari, ritenuto dall'autorita' giudiziaria il reato piu' grave, veniva realizzato dallo straniero con la collaborazione della convivente organizzando matrimoni tra cittadini extracomunitari e italiani a fronte del pagamento di cospicue somme di denaro, fornendo false locazioni di immobili, al fine di far ottenere la residenza presupposto per il rinnovo del permesso di soggiorno.
Con la complicita' di alcuni datori di lavoro compiacenti, riusciva, sempre dietro compenso, ad ottenere dei contratti indispensabili ai cittadini extracomunitari per richiedere il rinnovo del permesso.
Nelle circostanze approfittava della propria posizione paraistituzionale, che gli consentiva di avere quella notorieta' e visibilita' nell'ambito della comunita', soprattutto maghrebina, sfruttando, con ingiusto guadagno, le posizioni giuridiche di svantaggio degli stranieri che si rivolgevano a lui per il rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno.
La Polizia di Merano nel corso dell'indagine ha denunciato per favoreggiamento, altre otto persone, fra cui due cittadine italiane.
A carico dell'arrestato sono stati formulati 18 capi di imputazione (dal favoreggiamento all'ingresso e alla permanenza di extracomunitari, alle minacce, estorsione, calunnia, ricettazione, induzione e istigazione a delinquere di minori).
Il favoreggiamento all'ingresso e alla permanenza degli extracomunitari, ritenuto dall'autorita' giudiziaria il reato piu' grave, veniva realizzato dallo straniero con la collaborazione della convivente organizzando matrimoni tra cittadini extracomunitari e italiani a fronte del pagamento di cospicue somme di denaro, fornendo false locazioni di immobili, al fine di far ottenere la residenza presupposto per il rinnovo del permesso di soggiorno.
Con la complicita' di alcuni datori di lavoro compiacenti, riusciva, sempre dietro compenso, ad ottenere dei contratti indispensabili ai cittadini extracomunitari per richiedere il rinnovo del permesso.
Nelle circostanze approfittava della propria posizione paraistituzionale, che gli consentiva di avere quella notorieta' e visibilita' nell'ambito della comunita', soprattutto maghrebina, sfruttando, con ingiusto guadagno, le posizioni giuridiche di svantaggio degli stranieri che si rivolgevano a lui per il rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno.
La Polizia di Merano nel corso dell'indagine ha denunciato per favoreggiamento, altre otto persone, fra cui due cittadine italiane.
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