Giovedì 4 giugno 2026
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Bond Argentini: proposta di legge per il rimborso

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Tre soluzioni per il risarcimento degli obbligazionisti rimasti impigliati nei tango-bond, con la creazione di un fondo mutualistico di 180 milioni di euro a carico dell'intero sistema bancario nazionale, alimentato con l'uno per mille dei patrimoni di vigilanza. E' la proposta, avanzata da numerosi deputati dell'Ulivo, che vede tra i primi firmatari Giorgio Benvenuto, Luciano Violante e Luigi Olivieri e che a breve sara' assegnata alla Commissione Finanze della Camera, per attutire l'impatto sul risparmio del crac della Repubblica argentina.
Le tre soluzioni sono 'graduate': prevedono, cioe', soluzioni diverse di rimborso da parte delle banche "a seconda dell'urgenza economica dell'obbligazionista rimasto impigliato nel crac dei bond argentini". La piu' vantaggiosa prevede il rimborso in contanti, entro 90 giorni, del 60% del capitale investito con un massimale di 60.000 euro per investitore. La soluzione intermedia prevede la sostituzione, entro 90 giorni, dei bond argentini con obbligazioni bancarie italiane a cinque anni, con rendimento minimo del 4%, per un valore pari al 70% dei bond e con un massimale di 85.000 euro. Per gli investitori piu' sofisticati - infine - c'e' la terza proposta, quella di un beneficio fiscale massimo di 50.000 euro, spendibile in cinque anni, per minusvalenze derivanti dall'adesione a offerte pubbliche di scambio di bond argentini con titoli ammessi da Banca d'Italia e Consob, purche' lanciate da un soggetto comunitario entro 14 mesi dall'approvazione della legge.
La proposta di legge prevede, per le banche che hanno collocato i tango-bond, "l'obbligo di acquistare le obbligazioni entro cinque giorni lavorativi dalla richiesta". Solo a questo punto scatta la fase del risarcimento delle banche: la proposta dell'Ulivo prevede che venga istituito un fondo mutualistico di 180 milioni di euro a carico dell'intero sistema bancario nazionale, alimentato con l'uno per mille dei patrimoni di vigilanza.
Nella proposta si sottolineano la "esitante azione del Governo pro tempore che - tipicamente - sembra sottovalutare la portata, in primo luogo soci-economica, di un default che colpisce nel portafoglio e nella fiducia oltre 400 mila privati risparmiatori italiani, in parte piccoli e piccolissimi, resi portatori, anche per le pressioni esercitate dalle banche, di un impressionante bagaglio di 14 miliardi di euro di titoli argentini". "L'approvazione della presente proposta di legge comportera' che, entro cinque mesi dall'entrata in vigore, la grande massa degli obbligazionisti-Argentina potra' ottenere dalle banche collocatrici dei bond un corrispettivo compreso fra il 60 e il 70% del valore facciale dei titoli".
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