Bond Parmalat/Cossiga. Il ministro Marzano difendera' ancora Bankitalia?
"Sembra che sia il turno, purtroppo, di un'altra importante holding italiana, che oggi non riuscirebbe a pagare la prima rata per i bond da essa emessi e collocati presso i risparmiatori da banche italiane. E' una buona occasione perche' l'amico Antonio Marzano possa dire che anche questa volta la Banca d'Italia ha esercitato in modo eccellente le sue funzioni di vigilanza, magari a tutela delle banche... e non certo dei risparmiatori!". Lo afferma l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
"Ma perche' -e' la provocatoria proposta di Cossiga- non si riprende il disegno di legge da me avanzato per trasferire tutti i poteri del ministero dell'Economia, e perche' no anche delle Finanze, alla Banca d'Italia, scorporandola dal Parlamento in quanto governato da una maggioranza, e affidando quindi alla sua indipendenza ogni competenza in materia di previsione delle entrate e delle spese e di consuntivo di esse? In un secondo tempo si potrebbe, sempre con modifica costituzionale, attribuire alla Banca d'Italia, sempre scorporandola da Governo e Parlamento, la competenza a imporre imposte, tasse e tributi". "E' ora di smetterla con questo dogma della sovranita' popolare. Come gia' abbiamo fatto in materia di giustizia, optiamo decisamente contro il voto popolare e la responsabilita' democratica per una autorita' indipendente, sovrana e irresponsabile, se non verso la propria coscienza (almeno per il momento che vi sia una coscienza in questa autorita' lo dimostrano i numerosi pellegrinaggi, da Lourdes a Santiago de Compostela). Autorita' organizzata oggi sulla base di concorsi, ma domani, novella aristocrazia della Repubblica!, soltanto per cooptazione. Sarebbe una bella legnata per Berlusconi e Tremonti, e un grande successo per Fazio e Geronzi".
"Ma perche' -e' la provocatoria proposta di Cossiga- non si riprende il disegno di legge da me avanzato per trasferire tutti i poteri del ministero dell'Economia, e perche' no anche delle Finanze, alla Banca d'Italia, scorporandola dal Parlamento in quanto governato da una maggioranza, e affidando quindi alla sua indipendenza ogni competenza in materia di previsione delle entrate e delle spese e di consuntivo di esse? In un secondo tempo si potrebbe, sempre con modifica costituzionale, attribuire alla Banca d'Italia, sempre scorporandola da Governo e Parlamento, la competenza a imporre imposte, tasse e tributi". "E' ora di smetterla con questo dogma della sovranita' popolare. Come gia' abbiamo fatto in materia di giustizia, optiamo decisamente contro il voto popolare e la responsabilita' democratica per una autorita' indipendente, sovrana e irresponsabile, se non verso la propria coscienza (almeno per il momento che vi sia una coscienza in questa autorita' lo dimostrano i numerosi pellegrinaggi, da Lourdes a Santiago de Compostela). Autorita' organizzata oggi sulla base di concorsi, ma domani, novella aristocrazia della Repubblica!, soltanto per cooptazione. Sarebbe una bella legnata per Berlusconi e Tremonti, e un grande successo per Fazio e Geronzi".
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