Venerdì 5 giugno 2026
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Bonds argentini - la corte d'appello di New York si riserva sui sequestri

Notizia ·
Si è tenuta ieri a New York un'udienza affollatissima, alla presenza di rappresentanti di tutti gli studi legali interessati, e di esponenti della finanza newyorchese, per l'appello sul sequestro dei "vecchi" bonds presentati per lo scambio dagli aderenti all'OPS e congelati presso la Bank of New York dai legali dei creditori, tra i quali - per ben 5 miliardi di dollari - lo Studio Dreier LLP che assiste taluni dei nostri aderenti che, svariati mesi fa, hanno tempestivamente scelto la via dell'azione giudiziale individuale.
Il clima in aula era tutt'altro che leggero; per l'Argentina e' in palio infatti la possibilita' di ritirare e cancellare circa 20 miliardi di valore nominale del proprio vecchio debito ( i sequestri infatti sono nel frattempo aumentati ad iniziativa di altri creditori), mentre per i cosiddetti hold-outs procedenti, ovvero i sequestranti, l'esito della causa potrebbe significare un recupero perlomeno parziale di quanto loro dovuto dal debitore.
I tre Giudici che compongono il "panel" John Newman, Joseph Maclauhlin e Peter Hall, hanno sottoposto i legali delle parti ad un vero e proprio interrogatorio con insistenti richieste di chiarimenti in ordine a ciascuna prospettazione dei rispettivi punti di vista; prive di particolare spessore ed interesse per la Corte sarebbero apparse le difese argentine basate su chi sia oggi, tecnicamente, il proprietario dei bonds, così come quella relativa ad una presunta impossibilità di chiudere l'OPS in presenza del sequestro.
Richiamandosi al prospetto depositato presso la SEC e le competenti autorita' dei diversi Paesi interessati, l'Argentina ha tentato di argomentare che - sulla base delle norme del prospetto stesso - essa si era riservata di non accettare in OPS titoli colpiti da privilegi, pegno, o sequestri, il che ad avviso dei difensori della Repubblica impedirebbe oggi di perfezionare lo scambio proprio in virtu' del fatto che parte dei titoli sono colpiti dal sequestro di cui si discuteva; la Corte ha replicato, tuttavia, che i titoli non erano colpiti dal sequestro al momento dello scambio, e che quindi tale doglianza appare priva di pregio.
Un altro degli argomenti presentati dai legali della Repubblica e' stato che sarebbe ingiusto consentire a chi non ha accettato lo scambio (circa il 25% dei creditori) di recuperare di piu' di quanto dovrebbero recuperare (il condizionale e' nostro, ma lo riteniamo obbligato ...) coloro che hanno aderito all'OPS, e che la conferma del sequestro avrebbe possibilmente spinto altri possessori di bonds non conferiti in OPS a seguire la medesima strada. La Corte non e' apparsa impressionata da tale ragionamento, ed ha fatto notare che ogni ristrutturazione del debito comporta degli inconvenienti, e che e' un problema di ogni debitore quello di gestire i creditori che si accalcano davanti alla sua porta.
In chiusura, una nota di colore.
Terminate le arringhe dei legali delle parti, pare che un difensore della Repubblica avrebbe pronunciato la seguente domanda: "Signor Giudice, posso avere un'ultima parola?". Lapidaria sarebbe stata, secondo quanto ha riferito uno dei presenti, la risposta del Giudice: " Si'. Adiòs ... ".
Non abbiamo potuto verificare tale affermazione, ma se fosse vera, ci farebbe rimpiangere veramente di non poter ottenere altrettanta attenzione da parte dei Giudici italiani verso chi, purtroppo, non possiede bonds con giurisdizione New York.
All'esito ed in conseguenza dell'udienza, la Corte d'Appello si e' riservata; la decisione e' attesa per la prossima settimana.
Svariati addetti ai lavori hanno rivisto al ribasso le possibilita' di successo per l'Argentina, dopo avere assistito alla discussione.
Rimaniamo moderatamente ottimisti, pur senza voler creare aspettative o illusioni.
Nei prossimi giorni altri creditori che non hanno aderito allo scambio potrebbero seguire la strada del sequestro, "scommettendo" quindi su un esito positivo dell'appello.
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