Giovedì 4 giugno 2026
Menu

Boom della moda di seconda mano

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La pandemia sembra accelerare il cambio di attitudine dei consumatori verso la moda di seconda mano, che trova nell'online il suo canale principale. Certilogo, piattaforma specializzata nell'autenticazione dei marchi, prevede uno sviluppo esponenziale del settore e a guidare la crescita saranno i consumatori nella fascia d'età tra 18 e 37 anni, che hanno già fatto registrare un tasso di adozione dei prodotti «second hand» 2,5 volte più alto rispetto agli altri target.
In particolare, tra gennaio e aprile 2020 il numero di autenticazioni richieste sui prodotti scambiati e acquistati sugli e-commerce dedicati (una categoria che raggruppa i siti di seconda mano e rivendita, i siti di merce in conto deposito, o quelli di rivendita per scopi benefici), è cresciuto del 41% rispetto allo stesso periodo del 2019, portando dal 28%al 33% la quota dei prodotti acquistati sui marketplace dell'usato rispetto al totale del venduto online.
Facendo riferimento al report annuale di GlobalData, si prevede uno sviluppo della crescita del mercato del lusso e dell'abbigliamento di seconda mano, per un valore complessivo del mercato entro il 2021, di 37 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti, con un acquirente del lusso su 4 coinvolto in acquisti di prodotti usati.
I dati raccolti da Certilogo hanno evidenziato una crescita più veloce del previsto. Lo si vede anche dall'offerta: se nel periodo gennaio-aprile 2019 il 58% delle autenticazioni aveva coinvolto prodotti immessi sul mercato almeno due anni prima, nell'analogo periodo 2020 la percentuale è salita al 69%.
Il lockdown e la crisi economica, nelle rilevazioni Certilogo, hanno spinto molti consumatori a ripensare il proprio guardaroba, trovando il modo di recuperare parte del valore di capi e accessori di abbigliamento e lusso non più d'interesse, per recuperare risorse utili a finanziare nuovi acquisti.
L'incremento dell'offerta sta portando al tempo stesso a una diminuzione del prezzo medio, offrendo la possibilità di fare buoni affari.
Tra i fenomeni emergenti si segnala la crescita del «Fashion Do It Yourself», della moda fatta da sé. I giovani si stanno mostrando sempre più attratti dall'idea di personalizzare e riassemblare gli abiti che indossano, innestando un picco nella rivendita di articoli di abbigliamento.
Secondo la piattaforma specializzata in autenticazione la pandemia ha accelerato la nascita di una generazione Instagram sempre più propensa a considerare il riciclo e la rivendita non più come soluzione di second'ordine per il rinnovo del proprio guardaroba, bensì come una risposta coerente sia al bisogno di distinguersi, sia alla necessità di adottare scelte e comportamenti più etici e sostenibili.
Per i brand stessi si aprono nuove strade, sia lasciandosi ispirare per il design delle proprie collezioni, sia scegliendo di gestire direttamente la compravendita e la vendita dei capi di seconda mano. Ben 9 su 10 manager americani del reatail intervistati da GlobalData hanno dichiarato di voler avviare iniziative di rivendita nel 2020. Il 20% dei direttori marketing intervistati da Certilogo in Usa e Europa nella survey «Consumer Engagement 4.0» si dichiarano molto interessati a profilare e a disporre dei contatti dei consumatori che hanno acquistato capi di seconda mano.
(da Italia Oggi)

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →