Domenica 7 giugno 2026
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Boom di sofferenze bancarie. Unimpresa

U.E. - ITALIA
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Boom di sofferenze nelle banche: negli ultimi 12 mesi sono cresciute del 22% arrivando a sfiorare quota 138 miliardi di euro. La fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente e' quella delle imprese (94 miliardi). Le "rate non pagate" dalle famiglie valgono complessivamente poco meno di 30 miliardi mentre quelle delle imprese familiari 12miliardi. A 1,5 miliardi ammontano invece le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie. Questi i dati principali di un rapporto del Centro studi Unimpresa. Secondo lo studio dell'associazione, basato su dati della Banca d'Italia, in totale le sofferenze sono passate dai 112,8 miliardi di giugno 2012 ai 137,7 miliardi di giugno 2013 (+22,1%) in aumento di 24,9 miliardi. Nel dettaglio, la quota delle imprese e' salita da 75,2 miliardi a 93,9 (+24,9%) in aumento di 18,7 miliardi. La fetta relativa alle famiglie e' cresciuta da 25,8 miliardi a 29,9 miliardi (+15,7%) in salita di 4 miliardi. Per le imprese familiari c'e' stato un aumento di 1,7 miliardi da 10,6 miliardi a 12,3 miliardi (+16%). Le "altre" sofferenze sono passate invece da 1,1 a 1,5 miliardi (+36,9%) con 416 milioni in piu'.
Parallelamente c'e' la stretta dei rubinetti allo sportello. Negli ultimi dodici mesi le banche hanno tagliato piu' di 50 miliardi di euro a imprese e famiglie. Per le aziende la riduzione dei finanziamenti e' stata di 42,8 miliardi (-4,85%), mentre per i cittadini il calo ha raggiunto 8,5 miliardi (-1,3%). Complessivamente, dunque, da giugno 2012 a giugno 2013 la diminuzione dei prestiti bancari al settore privato e' stata di 51,3 miliardi (-3,43%). Record a giugno scorso: i prestiti sono calati di oltre 8 miliardi rispetto al mese precedente. Secondo l'analisi dell'associazione, lo stock di finanziamenti al settore privato e' calato dai 1.497,9 miliardi di giugno 2012 ai 1.446,6 miliardi di giugno 2013 con una diminuzione di 51,3 miliardi. Grave il quadro per le imprese: nell'ultimo anno le imprese hanno assistito alla riduzione dei finanziamenti di tutti i tipi di durata. Sono calati i prestiti a breve termine (fino a 1 anno) per 15,4 miliardi (-4,63%) da 332,8 miliardi a 317,4 miliardi, i prestiti a medio periodo (fino a 5 anni) per 8,4 miliardi (-6,29%) da 134,8 miliardi a 126,4 miliardi e quelli di lungo periodo (oltre 5 anni) di 18,9 miliardi (-4,55%) da 415,4 miliardi a 396,5 miliardi. In totale lo stock di finanziamenti alle imprese e' sceso da 883,2 miliardi a 840,4 miliardi con una diminuzione di 42,8 miliardi (-4,85%). Analoga situazione per le famiglie: giu' il credito al consumo di 3,4 miliardi (-5,42%) dai 62,8 miliardi di giugno 2012 ai 59,3 miliardi di giugno 2013; meno mutui casa per 3,1 miliardi (-0,87%) da 367 miliardi a 363,9 miliardi e meno prestiti personali per 1,9 miliardi (-1,05%) da 184,8 miliardi a 182,9 miliardi.
In totale, lo stock di finanziamenti alle famiglie e' calato da 614,7 miliardi a 606,2 miliardi con una diminuzione di 8,5 miliardi (-1,39%). "Lo abbiamo detto spesso agli esponenti del settore bancario: la situazione dei finanziamenti e' drammatica. E' vero che la crisi rende piu' difficile l'erogazione di denaro da parte degli istituti, ma agli operatori bancari chiediamo di andare oltre i freddi numeri dei bilanci, di valutare i progetti, le prospettive di sviluppo e crescita delle aziende che bussano allo sportello per ottenere un po' di liquidita'" commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. "C'e' Basilea 3 ed esistono mille lacci e lacciuoli che contribuiscono ad appesantire una fase assai complessa - osserva Longobardi - e percio' chiediamo la creazione di un tavolo di lavoro comune fra le associazioni di categoria al fine di trovare una via d'uscita, nell'interesse di tutti".
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