Bosnia. Le difficolta' strutturali nella lotta alla droga
L'alto rappresentante internazionale per la Bosnia Paddy Ashdown ha denunciato il mancato rispetto delle norme internazionali per il controllo di narcotici, per l'aumento del traffico illegale e la produzione di stupefacenti."I rapporti segnalano il fatto che le debolezze interne alle istituzioni della Bosnia hanno trasformato questo Paese in un porto sicuro per il traffico e la produzione di droghe illegali", ha detto Ashdown dopo essersi riunito con Hamid Ghodse, presidente dell'International Narcotics Control Board a Sarajevo il 17 agosto.
Ashdown ha indicato come le leggi esistenti in Bosnia e gli antiquati meccanismi per il controllo delle droghe mostrano che il Paese balcanico non rispetta gli standard internazionali che ha accettato.
Ghodse e Ashdown hanno manifestato tutta la loro preoccupazione perche' la Bosnia non e' riuscita a realizzare il controllo adeguato sulla produzione di sostanze usate per l'elaborazione dell'eroina. Su insistenza della comunita' internazionale, innanzi tutto dell'Unione Europea, la Bosnia ha creato nuove istituzioni centrali di polizia -comuni a mussulmani, serbi e croati- per poter lottare efficacemente contro la delinquenza organizzata, migrazioni illegali e traffico di persone, di armi e di narcotici.
Cio' nonostante, per l'opposizione dei serbo-bosniaci ancora non si e' creata la Polizia unica, che e' una condizione per l'avvio dei negoziati su un accordo di stabilizzazione e associazione all'Ue. L'Unione europea chiede alla Bosnia misure per impedire l'uso illegale di sostanze chimiche e rafforzare le strutture che rendano difficoltoso il traffico di narcotici. E infatti, la maggior parte degli stupefacenti prodotti, o esportati, dalla Bosnia hanno come destino i Paesi dell'Europa occidentale.
Ma anche il consumo interno sta diventando un problema sempre piu' consistente, e la tossicodipendenza sta diventando un problema serio.
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