Sabato 6 giugno 2026
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Bosnia. Le difficolta' strutturali nella lotta alla droga

Notizia ·
L'alto rappresentante internazionale per la Bosnia Paddy Ashdown ha denunciato il mancato rispetto delle norme internazionali per il controllo di narcotici, per l'aumento del traffico illegale e la produzione di stupefacenti.
"I rapporti segnalano il fatto che le debolezze interne alle istituzioni della Bosnia hanno trasformato questo Paese in un porto sicuro per il traffico e la produzione di droghe illegali", ha detto Ashdown dopo essersi riunito con Hamid Ghodse, presidente dell'International Narcotics Control Board a Sarajevo il 17 agosto.
Ashdown ha indicato come le leggi esistenti in Bosnia e gli antiquati meccanismi per il controllo delle droghe mostrano che il Paese balcanico non rispetta gli standard internazionali che ha accettato.
Ghodse e Ashdown hanno manifestato tutta la loro preoccupazione perche' la Bosnia non e' riuscita a realizzare il controllo adeguato sulla produzione di sostanze usate per l'elaborazione dell'eroina. Su insistenza della comunita' internazionale, innanzi tutto dell'Unione Europea, la Bosnia ha creato nuove istituzioni centrali di polizia -comuni a mussulmani, serbi e croati- per poter lottare efficacemente contro la delinquenza organizzata, migrazioni illegali e traffico di persone, di armi e di narcotici.
Cio' nonostante, per l'opposizione dei serbo-bosniaci ancora non si e' creata la Polizia unica, che e' una condizione per l'avvio dei negoziati su un accordo di stabilizzazione e associazione all'Ue. L'Unione europea chiede alla Bosnia misure per impedire l'uso illegale di sostanze chimiche e rafforzare le strutture che rendano difficoltoso il traffico di narcotici. E infatti, la maggior parte degli stupefacenti prodotti, o esportati, dalla Bosnia hanno come destino i Paesi dell'Europa occidentale.
Ma anche il consumo interno sta diventando un problema sempre piu' consistente, e la tossicodipendenza sta diventando un problema serio.
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