Bossi e Maroni insistono: gli immigrati stiano a casa loro in momento di crisi
Quello dell'immigrazione e' per il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, 'un problema da risolvere'. Secondo il segretario della Lega, che ha parlato a Treviso prima dell'incontro di calcio Padania-NK Zagabria, gli immigrati devono tornare 'a casa loro e noi a casa nostra.
Meglio non farsi convincere da quelli che pretendono di fare arrivare nuova gente. Perche' qui non ci sono i posti di lavoro neppure per gli italiani e adesso e' peggio di sei mesi fa. La crisi economica e' ormai diventata crisi delle fabbriche e quindi - si e' chiesto Bossi - cosa vengono qui a fare?'.
Il ministro per le Riforme ha poi evidenziato che 'se qualcuno ci fa vedere e ci convince che in Italia ci sono posti di lavoro, allora potremo cambiare idea. Ma i posti di lavoro non ci sono'.
Il governo ritiene 'utile' giungere ad una 'moratoria' nell'assorbimento dei lavoratori immigrati nel nostro paese come misura per fronteggiare la crisi economica tutelando quanti gia' lavorano in Italia e rischiano di perdere il posto di lavoro. Lo ha detto ieri il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni al Question time alla Camera.
Rispondendo all'interrogazione della Lega Nord, il responsabile del Viminale ha parlato di 'preoccupazioni condivisibili' anche perche', ha aggiunto, 'la crisi economica in atto richiede una valutazione attenta anche delle politiche legate al mondo dell'immigrazione'. Se prima si poteva pensare ad un prossimo decreto flussi, oggi, ha poi spiegato Maroni, occorre 'un ripensamento ed una valutazione' anche tenendo conto che la moratoria non sarebbe una novita' per l'Europa e valutazioni in questo senso sono gia' contemplate nel Patto europeo.
Sulla capacita, poi, di assorbimento del mercato del lavoro di nuova manodopera immigrata 'dovra' essere il Senato a valutare. Se in questa sede - ha poi aggiunto Maroni - si riterra' utile giungere ad una moratoria si trattera', per il governo, di un vincolo legale oltre che politico'.
Maroni ha infine specificato che, comunque, il decreto flussi di quest'anno non verra' naturalmente interessato dai possibili provvedimenti mentre i 170 mila nuovi permessi riguarderanno, in particolare, badanti e colf.
Meglio non farsi convincere da quelli che pretendono di fare arrivare nuova gente. Perche' qui non ci sono i posti di lavoro neppure per gli italiani e adesso e' peggio di sei mesi fa. La crisi economica e' ormai diventata crisi delle fabbriche e quindi - si e' chiesto Bossi - cosa vengono qui a fare?'.
Il ministro per le Riforme ha poi evidenziato che 'se qualcuno ci fa vedere e ci convince che in Italia ci sono posti di lavoro, allora potremo cambiare idea. Ma i posti di lavoro non ci sono'.
Il governo ritiene 'utile' giungere ad una 'moratoria' nell'assorbimento dei lavoratori immigrati nel nostro paese come misura per fronteggiare la crisi economica tutelando quanti gia' lavorano in Italia e rischiano di perdere il posto di lavoro. Lo ha detto ieri il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni al Question time alla Camera.
Rispondendo all'interrogazione della Lega Nord, il responsabile del Viminale ha parlato di 'preoccupazioni condivisibili' anche perche', ha aggiunto, 'la crisi economica in atto richiede una valutazione attenta anche delle politiche legate al mondo dell'immigrazione'. Se prima si poteva pensare ad un prossimo decreto flussi, oggi, ha poi spiegato Maroni, occorre 'un ripensamento ed una valutazione' anche tenendo conto che la moratoria non sarebbe una novita' per l'Europa e valutazioni in questo senso sono gia' contemplate nel Patto europeo.
Sulla capacita, poi, di assorbimento del mercato del lavoro di nuova manodopera immigrata 'dovra' essere il Senato a valutare. Se in questa sede - ha poi aggiunto Maroni - si riterra' utile giungere ad una moratoria si trattera', per il governo, di un vincolo legale oltre che politico'.
Maroni ha infine specificato che, comunque, il decreto flussi di quest'anno non verra' naturalmente interessato dai possibili provvedimenti mentre i 170 mila nuovi permessi riguarderanno, in particolare, badanti e colf.
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