Mercoledì 10 giugno 2026
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Bossi sugli emigranti dal Nord Italia: andavamo a lavorare, non ad ammazzare

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Noi andavamo a lavorare, non ad ammazzare': le parole di Umberto Bossi pronunciate a Pontida provocano la reazione indignata dell'opposizione. Una replica durissima a Gianfranco Fini che, da Marcinelle (dove nel 1956 morirono 136 minatori italiani emigrati), invitava la Lega al rispetto per gli immigrati e a ricordare che molti di quei morti venivano dal Nord.
Alle posizioni di Fini arriva il sostegno di esponenti della maggioranza e dell'opposizione. Bisogna 'integrare' gli immigrati come chiede Fini, perche' questo - dice Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati del Pdl - e' l'insegnamento della storia. 'Sull'immigrazione - afferma Margherita Boniver - ha ragione il Presidente Fini che non a caso che e' uno dei padri della legge che regola il fenomeno'.
Il Pd, dal canto suo, attacca le norme sulla sicurezza: 'Il reato di clandestinita' va contro il concetto di diritti umani', afferma Enrico Farinone.
Chi attacca il presidente della Camera e' invece ancora la Lega, che con Mario Borghezio utilizza un argomento paradossale tenendo conto di mittente e destinatario: Fini, sostiene l'europarlamentare, e' 'antipatriottico' perche' il suo paragone tra i morti di Marcinelle e gli attuali immigrati irregolari 'sembra ispirarsi all'umanitarismo socialista piu' che ad un sano patriottismo'. Occasione ghiotta per Francesco Storace (segretario de La Destra) per dire che 'se Fini si becca accuse di antipatriottismo persino da Borghezio sta messo proprio male'.
A fare scandalo e' comunque l'uscita di Umberto Bossi, quella qualifica generalizzata di assassini che sembra affibbiare agli immigrati. 'Le parole di Umberto Bossi sono gravissime: infiammano gli animi, creano contrapposizioni razziali, allontanano la pace sociale', sostiene l'Udc per bocca del suo portavoce Antonio De Poli. 'Non si risponde ogni giorno alle stupidaggini estive di Bossi', taglia corto Dario Franceschini, segretario del Pd.
Sullo sfondo resta la questione dell'allargamento della sanatoria ad altre figure di lavoratori, oltre a colf e badanti.
Gli attestati a favore del presidente della Camera paiono andare in quella direzione, come pure le parole di Giulio Cazzola, economista Pdl e vicepresidente della commissione Lavoro della Camera: 'Gli stranieri in grande maggioranza vengono in Italia per lavorare e svolgere mansioni che gli italiani continuano a rifiutare nonostante la crisi. Senza di loro interi settori produttivi e dei servizi non troverebbero personale'.
Cazzola sciorina le cifre: gli immigrati hanno dato nel 2006 un apporto stimato in oltre 122 miliardi di euro, il 9,2 per cento del Pil; nel 2007 quelli iscritti all'Inps (esclusi cioe' gli irregolari) erano il 7% della forza lavoro, fornendo il 4% dei contributi previdenziali.
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