Botta e risposta Ferrero-Mantovano sull'immigrazione
"Una manifestazioen nazionale per fare emergere il dato di tre milioni di immigrati che lavorano onestamente sarebbe la benvenuta". Per il ministro della Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero, a fronte "di tre pirla che incendiano un autobus, bisogna mostrare tre milioni di persone che lavorano onestamente", e questo si puo' fare soltanto "dando vita ad una pressione dal basso uguale e contraria alla campagna di criminalizzazione approntata dalla destra e dai mezzi di comunicazione".
Quella del ministro e' una risposta al responsabile Cgil per l'immigrazione che, dalla 4/a Conferenza nazionale dei lavoratori stranieri Fillea-Cgil, ha parlato stamane di "un atteggiamento ostile da parte di una stampa, che non e' quello della Padania o del Il Giornale, ma quello de la Repubblica che da una parte fa un giornale, Metropolis, dedicato al mondo dell'immigrazione, e dall'altra criminalizza gli immigrati dalle sue pagine di cronaca".
Una manifestazione, per Paolo Ferrero, darebbe anche una spinta a far passare la legge che porta la sua firma. Legge che, per stessa ammissione del ministro, sarebbe potuta essere scritta in maniera diversa: "Sarei in grado di scrivere una legge migliore di quella che ho firmato - ammette Ferrero - ma la difendo lo stesso perche' si tratta di un testo avanzato.
Purtroppo dubito che questa legge possa venire approvata se non diamo vita ad una pressione dal basso. Una manifestazione nazionale - ribadisce il ministro - sarebbe la benvenuta".
"Il richiamo, che fa oggi il ministro Ferrero, alla mobilitazione di piazza per far approvare la riforma della legge sull'immigrazione testimonia una evidente difficolta' a condurre in porto un disegno di legge, il 'Ferrero Amato', profondamente sbagliato. Peraltro non tiene conto che negli ultimi mesi la piazza si e' mobilitata, e in modo massiccio, ma contro il Governo e contro le sue improvvide iniziative: il 2 dicembre per censurare una Legge finanziaria iniqua, e il 12 maggio per dire 'no' alle politiche antifamiliari volute anche da Ferrero". Lo afferma l'esponente di An Alfredo Mantovano.
"Chiami pure Ferrero alla mobilitazione: certamente non si ritrovera' in piazza gli extracomunitari onesti, che ambiscono a integrarsi nel nostro tessuto sociale; puo' darsi che gli si affianchi qualcuno dei manifestanti de L'Aquila di ieri; soprattutto, consideri che i tempi sono maturi perche' gli italiani, dopo un anno di malgoverno anche dell'immigrazione, scendano in piazza contro di lui e contro i suoi colleghi dell'Esecutivo. E in questo caso non sarebbero poche centinaia di persone", conclude Mantovano.
Quella del ministro e' una risposta al responsabile Cgil per l'immigrazione che, dalla 4/a Conferenza nazionale dei lavoratori stranieri Fillea-Cgil, ha parlato stamane di "un atteggiamento ostile da parte di una stampa, che non e' quello della Padania o del Il Giornale, ma quello de la Repubblica che da una parte fa un giornale, Metropolis, dedicato al mondo dell'immigrazione, e dall'altra criminalizza gli immigrati dalle sue pagine di cronaca".
Una manifestazione, per Paolo Ferrero, darebbe anche una spinta a far passare la legge che porta la sua firma. Legge che, per stessa ammissione del ministro, sarebbe potuta essere scritta in maniera diversa: "Sarei in grado di scrivere una legge migliore di quella che ho firmato - ammette Ferrero - ma la difendo lo stesso perche' si tratta di un testo avanzato.
Purtroppo dubito che questa legge possa venire approvata se non diamo vita ad una pressione dal basso. Una manifestazione nazionale - ribadisce il ministro - sarebbe la benvenuta".
"Il richiamo, che fa oggi il ministro Ferrero, alla mobilitazione di piazza per far approvare la riforma della legge sull'immigrazione testimonia una evidente difficolta' a condurre in porto un disegno di legge, il 'Ferrero Amato', profondamente sbagliato. Peraltro non tiene conto che negli ultimi mesi la piazza si e' mobilitata, e in modo massiccio, ma contro il Governo e contro le sue improvvide iniziative: il 2 dicembre per censurare una Legge finanziaria iniqua, e il 12 maggio per dire 'no' alle politiche antifamiliari volute anche da Ferrero". Lo afferma l'esponente di An Alfredo Mantovano.
"Chiami pure Ferrero alla mobilitazione: certamente non si ritrovera' in piazza gli extracomunitari onesti, che ambiscono a integrarsi nel nostro tessuto sociale; puo' darsi che gli si affianchi qualcuno dei manifestanti de L'Aquila di ieri; soprattutto, consideri che i tempi sono maturi perche' gli italiani, dopo un anno di malgoverno anche dell'immigrazione, scendano in piazza contro di lui e contro i suoi colleghi dell'Esecutivo. E in questo caso non sarebbero poche centinaia di persone", conclude Mantovano.
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