Domenica 7 giugno 2026
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Brasile. Il 10% del Pil e' investito in sicurezza

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La violenza obbliga i brasiliani a investire 34 milioni di Usd all'anno in sicurezza, cioe' il 10% del Pil o il patrimonio di tutte le banche del Paese. Lo fa sapere uno studio della Fondazione Getulio Vargas divulgato in questi giorni. Praticamente si tratta di un investimento che viene fatto al 50% dalle autorita' nazionali e regionali e per l'altra meta' da imprese e cittadini, per la polizia privata, armi e attrezzature varie.
Si tratta di cifre che negli ultimi anni sono sensibilmente aumentate. Solo nel 1997 la percentuale era del 5%.
"In Brasile e' in corso un genocidio", dice il segretario nazionale della Pubblica Sicurezza, Luiz Eduardo Soares, e denuncia come le vittime di questa violenza siano essenzialmente i giovani negri, i poveri, chi vive nelle periferie e nelle favelas delle grandi citta', con una eta' tra i 15 e i 24 anni: sottomessi "al potere dispotico e tirannico dei gruppi armati di trafficanti e criminali", nonche' "a settori di polizia corrotta che spesso impongono il terrore". Il settore principale di attivita', sempre secondo Soares, e' quello del traffico di armi e di droghe, a partire da citta' come Rio de Janeiro.
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