Brasile. L'Universita'? La paga il narcotraffico!
Societa' fantasma, terreni, immobili, auto di lusso e, adesso, anche due universita'. Il boss del narcotraffico Luiz Fernando da Costa, alias Fernandinho Beira-Mar, avrebbe deciso di estendere anche nel campo dell'educazione la sua vasta attivita' di riciclaggio di denaro sporco, investendo in due universita' private, una a Rio de Janeiro e una a Brasilia. La denuncia viene dal giudice deposto al controllo delle attivita' illegali che il boss carioca continua ad amministrare dalla sua cella nel carcere di massima sicurezza di Bangu, a Rio. Attraverso la complicita' di un ex funzionario del Senato, il cui nome non e' stato reso noto, Beira-Mar avrebbe dirottato parte del suo ingente patrimonio sui due centri accademici, aprendo cosi' un'inedita forma di investimento, e di riciclaggio, del denaro proveniente dal commercio di droga. Beira-Mar, accusato in agosto di aver trasferito 40 milioni di dollari su diversi conti bancari negli Stati Uniti, possiede un'ingente fortuna distribuita tra imprese fantasma e grandi proprieta' terriere. Attraverso i telefoni cellulari e le visite dei propri emissari il boss continua ad occuparsi anche da dietro le sbarre della gestione del suo impero. Sono sue quattro grandi tenute in Paraguay che, secondo gli inquirenti brasiliani, servono come base operativa per la sua potente organizzazione.
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