Brasile. Abbattere gli aerei sospettati di narcotraffico, la politica di Lula
Tra 90 giorni gli aerei sospettati di narcotraffico potranno essere abbattuti. Sara' pubblicato oggi nel "Diario Oficial" il decreto firmato dal presidente Luiz Inacio Lula da Silva che regolamenta la "Lei do Abate". Legge che risale al 1998 durante la presidenza di Fernando Henrique Cardoso (1995-2002), ma che non era stata messa in pratica visto che Cardoso non aveva mai fatto il decreto attuativo.Il testo del decreto prevede l'impossibilita' di abbattere aerei militari di altri Paesi che, eventualmente, entrassero nello spazio aereo brasiliano senza permesso, anche nei casi in cui non si identificano o si rifiutassero ad aspettare la concessione delle autorizzazioni. Oltre alle otto procedure gia' previste per l'identificazione del volo, ne sono state aggiunte altre cinque da effettuare prima dell'abbattimento dell'aereo. Il decreto prevede anche che i "responsabili" dell'abbattimento dovranno rispondere dei loro atti nei casi in cui agissero con "eccesso" o con "abuso di potere" davanti ad un Tribunale militare, giacche' si tratterebbe comunque di militari.
Le procedure da effettuare prima del colpo mortale sono: l'operazione dovra' essere sotto il controllo del Comando della Difesa Aerospaziale Brasiliana; dovra' essere registrata in audio e video; per l'esecuzione avra' come responsabili piloti e controllori "qualificati"; il tiro per l'abbattimento dell'aereo non puo' essere realizzato in una zona in cui siano presenti anche altri aerei, comunque dovra' essere fatto in una zona non "densamente popolata" e collegata a delle rotte di traffico; l'operazione di abbattimento dovra' essere autorizzata direttamente dal presidente brasiliano, o da una persona da lui delegata, come il comandante dell'Aeronautica.
Ma il decreto prevede anche alcune situazioni tipo in cui l'aereo puo' essere considerato sospetto: quando entra nel territorio nazionale senza un piano di volo autorizzato e proviene da regioni note per essere produttrici e distributrici di stupefacenti; e quando omette dei dati sulla sua identificazione, o quando in una rotta del narcotraffico non rispetta le procedure per l'identificazione del volo.
Lula, che prima di diventare presidente era un critico delle attuali politiche antidroghe, e in particolare aveva chiesto pubblicamente la revisione delle convenzioni internazionali e dei trattati Onu (con una lettera indirizzata al segretario delle Nazioni Unite nel 1998), sembra essere diventato "ottimo" alleato della War on Drugs stile Usa, anzi peggio.
Per Lula, infatti il rischio dell'alunno che supera il maestro, pare essere divenuto realta', visto che contro questa legge la Casa Bianca ha espresso non solo tutta la sua contrarieta', ma ha gia' preannunciato la sua indisponibilita' a fornire informazioni sui voli, per evitare accuse di co-responsabilita'.
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