Brasile. Accordo con la Colombia contro il narcotraffico e il terrorismo
L'incontro tra il presidente colombiano Alvaro Uribe e quello brasiliano Inácio Lula da Silva, avra' come primo effetto pratico quello che la Colombia potra' utilizzare il Siva, ovvero il Sistema di Vigilanza delle Amazzoni (un sistema di monitoraggio aereo), contro il narcotraffico e il terrorismo.
I due presidenti, insieme a 14 ministri dei due Paesi si sono riuniti proprio per affrontare questi due argomenti e altri di interesse bilaterale. "Il Brasile si impegna ad aiutare la Colombia nella sua lotta contro il narcotraffico e il terrorismo", ha spiegato Lula ai giornalisti, senza comunque rendere noti i dettagli degli aiuti. Secondo fonti vicine al presidente brasiliano, saranno rafforzati i controlli e la vigilanza al confine con la Colombia, per evitare che trafficanti di droghe e armi e insorgenti entrino in Brasile. La frontiera tra i due Paesi e' di 1.646 chilometri.
Dal canto suo Uribe ha descritto l'incontro come una "riunione di fratenita' democratica tra due Paesi che cercano uniti il loro sviluppo". "Il terrorismo distrugge la democrazia, la vita, la fratenita' e le risorse naturali dell'Amazzonia, e se non verra' combattuto allarghera' le sue azioni fino alla foresta brasiliana", ha spiegato Uribe.
L'incontro e' servito anche per recuperare i rapporti tra i due Paesi che si erano incrinati dopo che il Brasile aveva dichiarato che non avrebbe inserito le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) nella lista delle organizzazioni terroriste, spiegando che se lo avesse fatto non avrebbe potuto in un secondo momento giocare un ruolo di mediatore tra le Farc e lo Stato colombiano. Il ministro dell'Interno colombiano, aveva replicato che nessuno aveva chiesto al Brasile di fare il mediatore.
I due presidenti, insieme a 14 ministri dei due Paesi si sono riuniti proprio per affrontare questi due argomenti e altri di interesse bilaterale. "Il Brasile si impegna ad aiutare la Colombia nella sua lotta contro il narcotraffico e il terrorismo", ha spiegato Lula ai giornalisti, senza comunque rendere noti i dettagli degli aiuti. Secondo fonti vicine al presidente brasiliano, saranno rafforzati i controlli e la vigilanza al confine con la Colombia, per evitare che trafficanti di droghe e armi e insorgenti entrino in Brasile. La frontiera tra i due Paesi e' di 1.646 chilometri.
Dal canto suo Uribe ha descritto l'incontro come una "riunione di fratenita' democratica tra due Paesi che cercano uniti il loro sviluppo". "Il terrorismo distrugge la democrazia, la vita, la fratenita' e le risorse naturali dell'Amazzonia, e se non verra' combattuto allarghera' le sue azioni fino alla foresta brasiliana", ha spiegato Uribe.
L'incontro e' servito anche per recuperare i rapporti tra i due Paesi che si erano incrinati dopo che il Brasile aveva dichiarato che non avrebbe inserito le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) nella lista delle organizzazioni terroriste, spiegando che se lo avesse fatto non avrebbe potuto in un secondo momento giocare un ruolo di mediatore tra le Farc e lo Stato colombiano. Il ministro dell'Interno colombiano, aveva replicato che nessuno aveva chiesto al Brasile di fare il mediatore.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti