Giovedì 11 giugno 2026
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Brasile. Un cambio di rotta nella politica antidroga

Notizia ·
Sul quotidiano brasiliano O Globo di oggi viene pubblicato in apertura della pagina dei commenti, un breve articolo, che di seguito riportiamo.

CAMBIO DI ROTTA
Una recente indagine ha rivelato che a Rio de Janeiro il narcotraffico impiega i giovani, tra i 15 e i 17 anni, piu' che il lavoro legale. Se ancora ne fosse mancata la conferma, questo dato spaventoso chiarisce definitivamente che il traffico di droghe ha smesso di essere solo una questione di polizia, e anche di sicurezza, per divenire un immenso e profondo problema sociale. E che percio' non puo' essere affrontato solamente con le armi e la struttura della polizia, per quanto possa essere necessario che anche questo continui.
La scelta dell'illegalita' non e' facile. La vita della criminalita', almeno nella sua prima fase, e' una vita di paura, che puo' durare poco e che puo' finire in maniera violenta. E' con il passare del tempo che il giovane entrato nella criminalita' organizzata, per non avere avuto altre scelte, si trasforma in un criminale imperterrito e irrecuperabile -se e' riuscito a sopravvivere alla guerra tra bande e alla persecuzione della polizia. Per questo, e' nel momento in cui il giovane riceve il primo richiamo dal traffico, che lo Stato deve far sentire la sua presenza, attraverso programmi che incentivino la creazione di occupazione remunerata e ne stimolino lo studio, stile buono-scuola.
Scegliere questo cambio di rotta e' una necessita' incalzante. Se invece prevarra' una politica puramente repressiva - che in questo ambito avra' sempre difficolta' a fare progressi, a meno che la domanda di droghe non abbia un grande e improbabile declino- il problema non potra' far altro che aggravarsi; anche perche' il traffico paga molto meglio che il mercato del lavoro regolare.
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