Sabato 6 giugno 2026
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Brasile. La campagna antidroga funziona!

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Secondo una ricerca dell'istituto Ibope, realizzata in aprile su 2 mila persone di 145 municipi di tutto il Brasile, il 19% degli intervistati conosce qualcuno che ha smesso di fare uso di droghe perche' ha compreso che il suo denaro contribuiva alla violenza. La percentuale sale al 23% tra i giovani tra i 16 e i 24 anni.
Nell'edizione di ieri del quotidiano brasiliano "O Globo", l'articolo in cui si rendeva noto il dato era trionfalisticamente intitolato "La campagna antidroga responsabilizza i consumatori". Cristiane de Cassia, che firmava l'articolo, sentiva diversi consumatori, Alexandre, Pedro, che raccontavano di avere visto lo spot antidroga e di avere chiesto aiuto per disintossicarsi. Non credevano -fino a quel momento- che il loro comportamento era la causa dell'aumento della violenza nelle citta' brasiliane.
"Cio' che Lei fa con il suo denaro e' un problema suo. Cio' che il narcotraffico fa con il suo denaro e' un problema anche suo", e' il messaggio che viene trasmesso in tv.
"Non vogliamo collegare direttamente il consumo di droghe la violenza, ma l'idea e' che la droga coinvolge tutta la vita di una persona", spiega il presidente del Consiglio Statale Antidroghe (Cead), Maurilio Asfora. Ma su questa campagna la polemica e' aperta, infatti il deputato statale del Pt (partito dei lavoratori) Carlos Minc, che e' anche il coordinatore del forum permanente per una politica democratica antidroghe, sostiene che la campagna discrimina e colpevolizza il consumatore di droghe e sta studiando come impedire che prosegua. Minc spiega che se il consumatore ha le sue colpe, e' la prevenzione senza discriminazione la strada da seguire: "e' comodo dare la colpa esclusivamente ai consumatori, quando invece lo Stato doveva prevenire, fermare l'economia della droga e combattere la corruzione della polizia". Simile analisi viene proposta da Fabio Mesquita, coordinatore del programma contro le malattie trasmissibili sessualmente e Aids di San Paolo: "la violenza urbana e' legata ad una storia di omissione dei governi e della societa' civile".
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