Brasile. Critiche alla campagna antidroga in tv
Il Forum Permanente per una Politica Democratica Antidroghe, coordinato dal deputato Carlos Minc (Pt, partito dei lavoratori), ha deciso ieri di fare una mozione di protesta contro gli spot pubblicitari che vengono trasmessi in televisione e responsabilizzano il consumatore di droghe per la violenza nella citta' di Rio de Janeiro.
Secondo i componenti del forum, che ieri si sono riuniti nell'Assemblea Legislativa dello Stato di Rio de Janeiro, messaggi come quello che mostrano una madre di un consumatore di droghe assassinata da un narcotrafficante durante un attacco -il cui slogan e' "chi compra la droga finanzia la violenza"- e' contraria alla legge 4.074, del gennaio di quest'anno, che garantisce al consumatore il diritto a non essere discriminato nelle campagne antidroga.
"Questa campagna e' ipocrita e, innanzi tutto, e' propaganda ingannevole, nella misura in cui omette tutta una catena di responsabilita'. La persona che compra dieci grammi di marijuana in un punto di spaccio e' colpevolizzata, ma non quanto lo Stato. La responsabilizzazione deve essere data ai vari livelli, incluso il consumatore, ma in maniera differenziata", ha detto Minc, autore della legge, che coordina il forum composto da circa 400 rappresentanti del Governo, del Potere Giudiziario e di Ong.
Il coordinatore delle Malattie Sessualmente Trasmissibili e Aids della segreteria municipale di San Paolo, Fabio Mesquita, ha attaccato anche lui la campagna: "hanno gia' fatto campagne discutibili, come quella in cui il consumatore veniva chiamato asino e, questa volta, hanno sbagliato nel tono".
Secondo i componenti del forum, che ieri si sono riuniti nell'Assemblea Legislativa dello Stato di Rio de Janeiro, messaggi come quello che mostrano una madre di un consumatore di droghe assassinata da un narcotrafficante durante un attacco -il cui slogan e' "chi compra la droga finanzia la violenza"- e' contraria alla legge 4.074, del gennaio di quest'anno, che garantisce al consumatore il diritto a non essere discriminato nelle campagne antidroga.
"Questa campagna e' ipocrita e, innanzi tutto, e' propaganda ingannevole, nella misura in cui omette tutta una catena di responsabilita'. La persona che compra dieci grammi di marijuana in un punto di spaccio e' colpevolizzata, ma non quanto lo Stato. La responsabilizzazione deve essere data ai vari livelli, incluso il consumatore, ma in maniera differenziata", ha detto Minc, autore della legge, che coordina il forum composto da circa 400 rappresentanti del Governo, del Potere Giudiziario e di Ong.
Il coordinatore delle Malattie Sessualmente Trasmissibili e Aids della segreteria municipale di San Paolo, Fabio Mesquita, ha attaccato anche lui la campagna: "hanno gia' fatto campagne discutibili, come quella in cui il consumatore veniva chiamato asino e, questa volta, hanno sbagliato nel tono".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti