Mercoledì 10 giugno 2026
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Brasile. Le Farc e i narcos sempre piu' alleati

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Le Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc) insegnano ai narcotrafficanti brasiliani tecniche di sequestro e potrebbero insediarsi direttamente in Brasile per ottenere nuove fonti di reddito.
Lo ha rivelato una lunga indagine svolta dal giudice Odilon de Oliveira, uno dei piu' noti magistrati brasiliani specializzati nella lotta al narcotraffico, che e' entrato in possesso di un video che documenta l'addestramento di membri del Pcc (Primeiro comando da capital) e del CV (Comando vermelho), le due principali centrali del narcotraffico brasiliano, che sono anche tra i principali acquirenti della cocaina prodotta in Colombia sotto l'egida delle Farc.
Secondo il magistrato, che vive in un bunker a prova di bomba in una cittadina del Mato Grosso, i sequestri rappresentano il 25 per cento degli introiti dei guerriglieri colombiani (250 milioni di dollari l'anno), e la cocaina il 45 per cento.
Stando ad alcuni informatori di Oliveira, le Farc starebbero progettando di insediarsi in alcune citta' brasiliane, e in particolare Rio de Janeiro, per sfruttare la fiorente industria del sequestro.
"Sono gia' presenti in Paraguay, ma puntano al Brasile, perche' il potenziale e' molto maggiore -ha rivelato Oliveira- Stanno gia' formando brasiliani come manovalanza". Il magistrato si e' insediato nel Mato Grosso perche' grande parte del traffico passa per le frontiere della Bolivia, anche quello proveniente da Peru' e Colombia.
"Il grosso del traffico si e' spostato a sud dell'Amazzonia, perche' adesso la regione e' molto sorvegliata, tra radar e satelliti, e, con la nuova legge che permette di abbattere i velivoli non identificati, i trafficanti hanno dovuto cercare nuove rotte di volo".
Il giudice cita l'esempio di grandi trafficanti locali, come Odacir Dametto, oggi in carcere, che dall'Amazzonia si era trasferito in Paraguay dove aveva 19 fazendas dove produceva pasta di coca e marijuana, o come Fahd Jamil Georges, brasiliano-libanese, che aveva stabilito la propria base operativa nella stessa citta' dove si trova il giudice, Ponta Poran, prima che Oliveira spiccasse un mandato di cattura che lo ha obbligato a fuggire in Medio Oriente.
Georges si era fatto costruire nella cittadina una replica della Casa Bianca, con scalinata in marmo di Carrara e corrimano in oro massiccio. La pista mediorientale e' un altro troncone dell' indagine: Oliveira ha scoperto che i fratelli Joseph e Georges Raffat Toumani, arrestati per traffico internazionale di droga in Mato Grosso, hanno forti legami con gruppi terroristici del Medio Oriente.
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