Lunedì 8 giugno 2026
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Brasile. Le Farc vogliono liberare Fernandinho Beira-Mar

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Nel quotidiano brasiliano O Globo, oggi e' pubblicato un articolo a firma Carla Rocha, in cui si descrive come l'intelligence carioca sia sulle tracce di un uomo delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), nascosto in una favela di Rio de Janeiro, che sta operando per la liberazione del piu' grosso narcotrafficante brasiliano, Fernandinho Beira-Mar.
L'Ssi, i servizi segreti di Rio, la settima passata ha in merito diramato un ordine di cattura a tutti i servizi segreti dello Stato. Se il nome non e' stato reso noto, il piano si'. Il guerrigliero, che si sarebbe alleato con due capi del Comando Vermelho, sta programmando di investire 2 milioni di real (quasi 580 mila Usd) in armi e reclutamento di uomini per un commando che faccia uscire dal carcere Fernandinho, uomo di punta nei "narcorapporti" tra Brasile e Colombia. Del resto, prima della sua cattura, avvenuta in Colombia, Fernandinho era protetto da Tomas Molina, il "Negro Acacio", comandante del Fronte 16 delle Farc.
La sicurezza delle carceri sara' rafforzata, e oltre agli agenti infiltrati nelle favelas carioca, piu' di un centinaio di informatori sono stati mobilitati. L'allarme dell'intelligence e' scattato in seguito al numero crescente di assalti alle banche, il cui bottino inizia ad essere interessante. L'ultima rapina e' avvenuta all'inizio del mese: 15 uomini armati di fucili automatici hanno attaccato due furgoni portavalori, ricavandone un milione di real. Robson Rodrigues, direttore delle operazioni dell'intelligence carioca, ammette che le Farc hanno "tutti gli interessi commerciali del mondo" per cercare di liberare Fernandinho, visto che e' stato uno che ha incrementato notevolmente le vendite di cocaina dalla Colombia al Brasile, ma e' stato anche un ponte per gli Usa e per l'Europa. Altri dettagli che portano sulle tracce delle Farc sono gli attacchi con esplosivi (uno contro la stessa Prefettura di Rio), gli assalti agli autobus poi incendiati, gli ordini di chiusura del commercio, le sette ribellioni dentro Bangu (il carcere dov'e' rinchiuso Fernandinho); tutte azioni che sembrano avere la firma delle Farc. "Sono azioni organizzate con il chiaro obbiettivo di generare paura collettiva", precisa Antonio José Ferreira Freire, direttore dell'Ssi.
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