Domenica 7 giugno 2026
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Brasile. Fernandinho confessa gli affari sporchi con le Farc

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Per approfondimenti:

sul narcotrafficante brasiliano
Fernandinho Beira Mar



Il settimanale colombiano "Cambio" riporta, nell'edizione in edicola, la confessione del narcotrafficante brasiliano Fernandinho Beira Mar. E' grazie a queste dichiarazioni, classificate come "segrete" negli uffici del ministro Usa della Giustizia, John Ashcroft, e del direttore della Dea, Asa Hutchinsons, che gli stessi Usa hanno richiesto l'estradizione dei capi dei guerriglieri colombiani per narcotraffico.
Il brasiliano Luiz Fernando da Costa, conosciuto come Fernandinho Beira Mar, il piu' grosso trafficante del suo Paese, confessa ad un agente i suoi legami con le Farc, il narcotraffico nel sud della Colombia, e quel traffico illegale di armi che, provenienti dalla Giordania, aveva visto la partecipazione di due peruviani (operazione, forse, sotto il controllo dell'ex capo dei servizi segreti di Fujimori, Vladimiro Montesinos).
Fernandinho racconta nel dettaglio come era organizzata la vita nella ex zona di distensione, dove tutto si svolgeva dietro autorizzazione dei comandanti delle Farc: su ogni operazione c'era una tassa da pagare agli stessi guerriglieri. Quando l'agente gli chiede come qualifica le Farc, Fernandinho risponde: "loro non hanno ideologia. Loro stanno li' per il denaro, si sono trasformati in capitalisti e vogliono solo denaro, denaro, denaro..." E in quale percentuale vivono di droga? "Io non so il valore totale, ma ho sentito che rappresenta il 90%, credo che corrisponda a 10 milioni di dollari mensili". Ma le Farc "non sono strutturate, non hanno una organizzazione (per il narcotraffico). Non hanno tutto il monopolio. Curano molto i rapporti con la stampa internazionale".

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