Venerdì 5 giugno 2026
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Brasile. La legge per abbattere gli aerei non e' una pena di morte…

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La "Lei do Abate", ossia la legge che autorizza l'Aeronautica ad abbattere aerei sospettati di narcotraffico non e' una "pena di morte", a chiarirlo e' stato il ministro della Difesa José Viegas, che rigetta le molte critiche, tra cui quelle dell'ex segretario nazionale antidroghe brasiliano Walter Fanganiello Maierovitch.
Nel cercare di trovare una situazione paragonabile per gli effetti, il ministro ha sostenuto che e' uguale alla prigione: "e' cio' che avviene con un delinquente di strada, che sfida manifestamente gli ordini di un poliziotto armato e che deve difendere l'ordine pubblico". La misura e' anche costituzionale, di piu' "e' pienamente costituzionale. Non corrisponde ad una pena di morte. Al contrario: nessun pilota in buona fede potra' sentirsi minacciato di venire abbattuto". Infatti per essere ritenuto un aereo "ostile" e' necessario che il pilota violi "deliberatamente e consecutivamente" nove procedure di sicurezza. "Questo non corrisponde assolutamente ad una condanna a morte".

Pur ammettendo che non ci siano possibilita' di errore -e il caso della missionaria statunitense con la figlioletta morta in Peru', dovrebbe lasciare aperta anche questa possibilita'- e che quindi venissero abbattuti sempre e solo aerei di narcotrafficanti, perche' non considerarla una condanna -ottenuta senza processo- alla pena di morte? Pur se colpevoli, sarebbero comunque uccisi i passeggeri, e non ci sembra la stessa cosa che finire in prigione..
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