Lunedì 8 giugno 2026
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Brasile. In nessun altro Paese c'e' tanta impunita'

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Il professor Argemiro Procópio, studioso di traffici di droga e sociologo all'Universita' di Belém, tre anni fa aveva sostenuto che il Brasile sarebbe diventato il secondo Paese nel consumo di cocaina, posizionandosi subito dietro gli Usa, e oggi ritiene che sta facendo passi da gigante per ottenere il primato. Il motivo: "in nessun Paese c'e' tanta impunita'". A sentirlo e' il quotidiano brasiliano "Jornal do Brasil", intervistato da Luis Oswaldo Grossmann nell'edizione odierna. "Il legame del narcotraffico con la poverta', con le favelas, e' uno stereotipo. Il traffico non e' il quartiere di periferia. Il cuore del traffico e' nel centro economico del Paese. Il cervello del narcotraffico, le funzioni di comando, le strategie, non sono disegnate dagli abitanti delle favelas, ma da persone con elevata competenza". Per Procópio la struttura del narcotraffico in Brasile e' piu' simile alla mafia russa, "non c'e' una, ne' due o tre mafie. Ma una quantita' enorme, fino ad arrivare a due, tre mila gruppi coinvolti. Il crimine organizzato in Brasile e' decentralizzato", e questo e' un fattore che lo rafforza e lo fa crescere. Quando gli viene chiesto se il Brasile e' un caso a parte nella questione droga, Procópio risponde cosi': "abbiamo problemi che aggravano la situazione. Primo, la Giustizia che e' estremamente lenta. In secondo luogo, il Brasile e' un Paese che ha tutto perche' la criminalita' possa progredire: esiste una enorme differenza sociale. E infine, un'altra questione, diciamocelo, il vantaggio del crimine organizzato in Brasile e' la certezza dell'impunita'. Il problema delle droghe in Brasile non e' diverso rispetto ad altri Paesi, solo che qui l'impunita' e' maggiore. In nessun Paese c'e' tanta impunita'".
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