Lunedì 8 giugno 2026
Menu

Brasile. Il primo narcotrafficante condannato dopo la sua morte in carcere?

Notizia ·
Il narcotrafficante Reginaldo Barbosa de Lima, assassinato lo scorso maggio durante una rivolta in un carcere di Rio de Janeiro, puo' entrare nella storia brasiliana come l'unico defunto condannato a scontare una pena carceraria, e questo perche' la Giustizia non accetta le prove della sua morte.
Secondo quanto reso noto ieri dal quotidiano carioca O Dia, in un ingarbugliato processo giudiziario degno di un romanzo nero, Barbosa de Lima, o cio' che resta di lui, continua ad essere al centro di un processo perso nel labirinto della proverbiale burocrazia brasiliana.
La sentenza che decidera' il suo destino, o la sua sepoltura, e' prevista per il 27 settembre e fino ad allora il suo cadavere, senza ne' testa ne' braccia, continuera' a restare all'Istituto Medico Legale di Rio.
Il problema e' che per il Pubblico Ministero, Barbosa de Lima e' ancora vivo, e lo sta processando in contumacia in una aula penale della citta' di Niteroi, vicina a Rio de Janiero. I procuratori che stanno portando avanti l'accusa non accettano gli esami del Dna fatti sui resti del corpo di Barbosa de Lima, ne' come prova della sua morte, ne' tantomeno come prova dell'identita' del cadavere.
Il fratello dell'imputato-defunto (Jorge Luiz Barbosa da Silva) e la madre (Gerusa Barbosa) hanno dato un campione del loro sangue per poter realizzare gli esami sul cadavere recuperato dopo la rivolta nel carcere di Benfica, quando a maggio furono 29 i morti per uno scontro tra bande rivali.
Secondo i procuratori "il risultato degli esami prova solamente che il corpo e' di un fratello di Jorge Luiz e di un figlio di Gerusa, ma che non necessariamente si tratta di Reginaldo".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →