Sabato 6 giugno 2026
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Brasile. "Giustizia terapeutica" per i tossicodipendenti

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I tossicodipendenti esigono nuovi trattamenti: trattarli come malati e non come criminali e' la nuova sfida della Giustizia brasiliana.
Il terzo seminario nazionale sulla giustizia terapeutica che si e' svolto a San Paolo, ha fatto il punto sui risultati e sui nuovi investimenti. Basata su un programma di controllo e di trattamento che sostituisce la prigione per i tossicodipendenti, la "giustizia terapeutica" per la prima volta in Brasile e' stata applicata nel Rio Grande do Sul nel 1999.
Secondo il procuratore della giustizia, Ricardo de Oliveira Silva, il programma riduce l'indice di ricaduta nell'uso di droga dall'83% al 12,5%. I vantaggi sono anche di tipo economico: infatti il tradizionale sistema di incarcerazione costa allo Stato 479 real al mese (circa 400.000 lire), o 1.450 real nel caso di un carcere di massima sicurezza (circa 1 milione e 800), mentre per il sistema di valutazione e controllo il costo si riduce a 53 real (poco piu' di 40 mila lire).
Il programma e' aperto a tutti quelli che hanno dei problemi legati alla droga, con priorita' per i ragazzi da 12 a 23 anni, ma sono esclusi i trafficanti. Quest'anno Recife e Rio de Janeiro inaugurano 6 nuovi "Tribunali antidroga". Il generale Alberto Cardoso, segretario nazionale antidroga, ha detto che lo Stato e la societa' devono riuscire a risolvere insieme il problema della droga, e la "giustizia terapeutica" e' un canale che puo' aiutare nella compenetrazione tra Stato e societa'.
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