Brasile. Ricerche promettenti per riparare le lesioni del midollo
Un'équipe del Servizio di ematologia dell'Ospedale di Sao José dos Campos (Sao Paulo) sta effettuando esperimenti con cellule staminali, che aprono una speranza alle persone sofferenti di lesione midollare. I risultati delle sperimentazioni saranno illustrati nel Campus de Excelencia 2006, progetto di ricerca organizzato dalla Fondazione Vitalia, che si terra' a Fuerteventura.
La tecnica consiste nell'estrarre cellule staminali del paziente attraverso una puntura lombare per poi iniettarle nella zona danneggiata mediante catetere. Finora la terapia e' stata applicata su venti pazienti, con risultati promettenti in alcuni casi -a detta dell'ematologo Fernando Callera. Egli assicura che la terapia innovativa apre buone prospettive per pazienti paraplegici, e rappresenta un grande passo avanti, anche se occorre essere prudenti. Non e' neanche sicuro che la terapia possa funzionare in tutti i casi. Ma quello che conforta e' l'assenza di effetti collaterali. Comunque ci vorra' del tempo, anche cinque anni per avere dei dati piu' precisi. La prima esperienza con questa tecnica e' stata realizzata nel 2005 su un paziente di 48 anni che aveva perso la mobilita' delle gambe per un tumore del midollo spinale. Le cellule staminali sono state estratte dal midollo osseo tramite puntura lombare e, in seguito, impiantate nella zona tumorale con l'aiuto di un catetere.
In esperimenti animali le staminali sono state iniettate direttamente nei tessuti del sistema nervoso centrale danneggiato, ma e' un sistema molto difficile da trasferire nella pratica medica. Il dottor Callera ritiene che convenga seguire strade meno invasive e alternative.
La tecnica consiste nell'estrarre cellule staminali del paziente attraverso una puntura lombare per poi iniettarle nella zona danneggiata mediante catetere. Finora la terapia e' stata applicata su venti pazienti, con risultati promettenti in alcuni casi -a detta dell'ematologo Fernando Callera. Egli assicura che la terapia innovativa apre buone prospettive per pazienti paraplegici, e rappresenta un grande passo avanti, anche se occorre essere prudenti. Non e' neanche sicuro che la terapia possa funzionare in tutti i casi. Ma quello che conforta e' l'assenza di effetti collaterali. Comunque ci vorra' del tempo, anche cinque anni per avere dei dati piu' precisi. La prima esperienza con questa tecnica e' stata realizzata nel 2005 su un paziente di 48 anni che aveva perso la mobilita' delle gambe per un tumore del midollo spinale. Le cellule staminali sono state estratte dal midollo osseo tramite puntura lombare e, in seguito, impiantate nella zona tumorale con l'aiuto di un catetere.
In esperimenti animali le staminali sono state iniettate direttamente nei tessuti del sistema nervoso centrale danneggiato, ma e' un sistema molto difficile da trasferire nella pratica medica. Il dottor Callera ritiene che convenga seguire strade meno invasive e alternative.
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