Brasile. Rio de Janeiro. Esercito contro l'offensiva urbana delle bande del narcotraffico
Ancora fiamme ieri pomeriggio su un autobus di linea nella periferia di Rio de Janeiro. Questa volta però senza vittime. Tre uomini armati hanno bloccato il mezzo pubblico e, dopo aver fatto scendere i 40 passeggeri, hanno appiccato il fuoco. Non ci sono feriti. Quando è stato attaccato l'autobus passava nelle prossimità della favela do Dique, nelle Baixada Fluminense, suburbio di Rio. La polizia afferma di aver fermato cinque minori sospettati dell'attacco. Quello di ieri è il sedicesimo autobus che viene incendiato dall'alba di giovedì scorso, quando sono iniziati gli episodi di violenza a Rio de Janeiro. Nell'episodio più grave persero la vita 8 persone.Negli ultimi giorni però la situazione è andata normalizzandosi. Ma la nuova amministrazione della città ha intenzione di usare la mano pesante. Il neo-eletto governatore dello Stato di Rio, Sergio Cabral Filho (PMDB, Movimento Democratico Brasiliano) ha annunciato misure di contrasto straordinarie in coordinazione con il nuovo Segretario per la Sicurezza Pubblica, José Mariano Beltrame, anche lui come Cabral insediatosi questo lunedì. Oggi a Rio è prevista una riunione per discutere la situazione alla quale partecipa anche il Segretario Nazionale per la Sicurezza Luiz Fernando Correa. Beltrame vorrebbe l'intervento in città della Forza Nazionale di Sicurezza, un corpo speciale formato da agenti specializzati provenienti da diversi Stati dell'Unione, da utilizzare già prima di Carnevale.
Cabral ha annunciato che proporrà inoltre l'utilizzo di soldati di Esercito, Marina e Aeronautica di stanza a Rio, con funzione di pattugliamento intorno alle caserme. Cabral ha fissato un incontro con i vertici delle Forze Armate per discutere il progetto. L'obbiettivo, per il nuovo governatore, è quello di preservare agenti della Polizia Militare da usare in azioni nelle zone a rischio, favelas e quartieri dell'immenso suburbio carioca.
Il presidente della Repubblica Luiz Inacio Lula da Silva, appena rieletto e insediatosi il primo gennaio, ha definito "atti di terrorismo" gli episodi di violenza a Rio e ieri ha annunciato che proporrà un inasprimento della legislazione in materia di violenza urbana: "Non si possono trattare come reati comuni quelli che abbiamo visto accadere a San Paolo e a Rio de Janeiro. Non si può permettere che qualcuno possa entrare in un pullman e dare fuoco alle persone. Faremo ciò che è necessario per finire con questo vandalismo" ha concluso. Il termine "terrorismo" usato da Lula ha causato per altro divisioni tra chi concorda con la definizione e chi invece, come il sindaco di Rio Cesar Maia lo considera improprio date le caratteristiche del tipo di violenza, da inquadrare invece nel crimine organizzato e barbarie pura e semplice.
Non è la prima volta che l'esercito si affianca alla polizia nelle strade di Rio de Janeiro. Già nel 1992, nel '95 e più recentemente nel 2002 e 2003 uomini delle Forze Armate occuparono punti nevralgici della metropoli. Anche lo scorso anno, dopo il furto in una caserma di armi dell'Esercito da parte di narcotrafficanti, le truppe si installarono intorno a una delle più grandi e antiche favelas di Rio, il Morro da Providencia, in pieno centro, suscitando anche molte polemiche. Queste comunità sono infatti abitate per il 99% da onesti cittadini, donne, bambini, lavoratori, che subiscono il controllo del territorio da parte delle fazioni del narcotraffico e la conseguente azione repressiva della polizia.
Alla normale, tragica routine della violenza nelle comunità carenti di Rio, si è aggiunta poi recentemente anche la piaga delle "milizie private", vale a dire agenti e ex-agenti di polizia e pompieri che si trasformano in squadroni fuori dalla legge, determinando nuove regole sia con i trafficanti che con i cittadini ai quali, spesso, chiedono un contributo in denaro per il "servizio" prestato.
Il neo-Segretario per la Sicurezza Pubblica di Rio Beltrame ha annunciato in questi giorni azioni per combattere le "milizie".
Secondo una stima recente, sarebbero circa 92 le comunità di Rio de Janeiro in cui si incontra la presenza delle "milizie private". Si tratta soprattutto di favelas e quartieri popolari della periferia.
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