Brasile. Rio de Janeiro: lo stato d'assedio dei narcotrafficanti
Il narcotraffico di Rio de Janeiro ha sfidato lo Stato un'altra volta e ha offerto al Governo carioca l'occasione per sollecitare il presidente Luiz Ignacio Lula da Silva l'invio delle forze armate per combattere le organizzazioni criminali.
Il giorno dopo aver seminato terrore in tutta Rio de Janeiro, bruciando piu' di 20 autobus, costringendo i commercianti a chiudere i negozi, lanciando bombe contro edifici residenziali e impedendo l'accesso alla scuole, i narcotrafficanti non sono rimasti colpiti dal fatto che tutte le forze di polizia stessero nelle strade.
La mattina, un gruppo sotto il comando dell'organizzazione criminale del Comando Vermelho ha incendiato altri 5 autobus e ha sparato con la mitragliatrice contro le porte di un supermercato che era rimasto aperto nonostante lo "stato d'assedio" decretato dai trafficanti il giorno precedente.
Rosinha Matheus, la governatrice dello Stato di Rio de Janeiro, ha ammesso di avere avuto un colloquio con il ministro della Giustizia Marcio Thomaz Bastos, in merito alla possibilita' di chiedere la partecipazione delle forse armate nella lotta contro il narcotraffico carioca. "Siamo disponibili a verificare quali forze ci possono aiutare".
Josiais Quintal, segretario alla Pubblica Sicurezza di Rio de Janeiro, ha detto che l'impiego delle forze armate nella lotta contro il narcotraffico e' imprescindibile. "E' praticamente una questione matematica: non abbiamo uomini per stare da tutte le parti. Credo che dobbiamo poter contare su tutte le risorse del Governo per evitare azioni come quelle di lunedi'".
Preoccupati per l'effetto che il terrore urbano degli ultimi giorni puo' provocare al turismo di Rio de Janeiro, Quintal ha detto che le persone che vogliono "venire a godersi il miglior carnevale del mondo, possono venire senza paura, perche' la sicurezza e' garantita".
Il capo della Polizia Civile, Alvaro Dias, ha confermato che l'ordine di far partire il caos e' stato dato per telefono dal trafficante Fernandinho Beira-Mar, uno dei capi del Comando Vermelho, detenuto nel penitenziario di massima sicurezza, Bangu 1. Le 40 persone che la polizia ha arrestato hanno ammesso di appartenere a questo gruppo criminale.
E' per questo che la governatrice Matheus ha richiesto al Governo federale il trasferimento di Beira-Mar verso una prigione lontana da Rio de Janeiro. Beira-Mar, che ha accumulato un patrimonio di diversi milioni di dollari stando a capo del narcotraffico brasiliano, non ha problemi ad usare i telefoni cellulari da dentro il carcere. Via telefono il trafficante continua a gestire i suoi affari, ordina omicidi e coordina rivolte carcerarie o attentati in citta'. "Mi ha lasciato abbastanza ottimista il fatto che il ministro ha riconosciuto che Beira-Mar e' un problema federale e che vuole portarlo lontano da Rio", ha detto la governatrice Matheus.
Il giorno dopo aver seminato terrore in tutta Rio de Janeiro, bruciando piu' di 20 autobus, costringendo i commercianti a chiudere i negozi, lanciando bombe contro edifici residenziali e impedendo l'accesso alla scuole, i narcotrafficanti non sono rimasti colpiti dal fatto che tutte le forze di polizia stessero nelle strade.
La mattina, un gruppo sotto il comando dell'organizzazione criminale del Comando Vermelho ha incendiato altri 5 autobus e ha sparato con la mitragliatrice contro le porte di un supermercato che era rimasto aperto nonostante lo "stato d'assedio" decretato dai trafficanti il giorno precedente.
Rosinha Matheus, la governatrice dello Stato di Rio de Janeiro, ha ammesso di avere avuto un colloquio con il ministro della Giustizia Marcio Thomaz Bastos, in merito alla possibilita' di chiedere la partecipazione delle forse armate nella lotta contro il narcotraffico carioca. "Siamo disponibili a verificare quali forze ci possono aiutare".
Josiais Quintal, segretario alla Pubblica Sicurezza di Rio de Janeiro, ha detto che l'impiego delle forze armate nella lotta contro il narcotraffico e' imprescindibile. "E' praticamente una questione matematica: non abbiamo uomini per stare da tutte le parti. Credo che dobbiamo poter contare su tutte le risorse del Governo per evitare azioni come quelle di lunedi'".
Preoccupati per l'effetto che il terrore urbano degli ultimi giorni puo' provocare al turismo di Rio de Janeiro, Quintal ha detto che le persone che vogliono "venire a godersi il miglior carnevale del mondo, possono venire senza paura, perche' la sicurezza e' garantita".
Il capo della Polizia Civile, Alvaro Dias, ha confermato che l'ordine di far partire il caos e' stato dato per telefono dal trafficante Fernandinho Beira-Mar, uno dei capi del Comando Vermelho, detenuto nel penitenziario di massima sicurezza, Bangu 1. Le 40 persone che la polizia ha arrestato hanno ammesso di appartenere a questo gruppo criminale.
E' per questo che la governatrice Matheus ha richiesto al Governo federale il trasferimento di Beira-Mar verso una prigione lontana da Rio de Janeiro. Beira-Mar, che ha accumulato un patrimonio di diversi milioni di dollari stando a capo del narcotraffico brasiliano, non ha problemi ad usare i telefoni cellulari da dentro il carcere. Via telefono il trafficante continua a gestire i suoi affari, ordina omicidi e coordina rivolte carcerarie o attentati in citta'. "Mi ha lasciato abbastanza ottimista il fatto che il ministro ha riconosciuto che Beira-Mar e' un problema federale e che vuole portarlo lontano da Rio", ha detto la governatrice Matheus.
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