Venerdì 5 giugno 2026
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Brasile. I rischi di una guerra tra narcos a Rio de Janeiro

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Cinque presunti narcotrafficanti sono morti nella favela Rocinha di Rio de Janeiro, dove i capi della comunita' e la polizia hanno messo in guardia dal rischio di una "guerra" tra fazioni rivali per il controllo della vendita di droghe.
Sabato scorso e' morto per l'Operazione Troya della polizia con un dispiegamento di 150 agenti, Erismar Rodrigues Moreira, "Bem Te Vi", capo del narcotraffico della favela e subito soppiantato dal cognato Orlando José Rodrigues, alias "Soul", morto anche lui ieri.
Il vicecapo della polizia civile José Renato Torres, ammette che ancora non e' possibile affermare nulla: "senza corpo, non c'e' morto". Secondo la versione della polizia la mattina c'era stata una sparatoria, ma ancora non erano stati ritrovati i corpi.
Il corpo di Bem Te Vi era stato sepolto sabato stesso in un cimitero di Botafogo, mentre a Rocinha venivano sparati colpi e fuochi artificiali, tanto da far temere una guerra tra narcos e generare del panico e un ingorgo in un tunnel.
Il successore, Soul, amministrava circa 177 mila dollari a settimana per la vendita della cocaina nella favela piu' grande dell'America Latina, dove vivono 150 mila persone. Ora la preoccupazione maggiore tra gli abitanti e' quella che si scateni una guerra tra narcos per la gestione della zona. Per William de Oliveira, presidente dell'Associazione di Abitanti de la Rocinha, "una nuova invasione nella favela potrebbe provocare la morte di molta gente della comunita'". Secondo il consigliere Andrea Gouvea Vieira, del Partido Social Democracia Brasilena (PSDB), gli abitanti "si stanno abituando a vivere sotto il comando dei narcos". "E' arrivata l'ora di avere una politica di sicurezza efficiente, che non puo' limitarsi alla morte del capo del narcotraffico di turno".
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