Brasile. Rivolta in carcere, decapitati rivali del narcotraffico, rischia Edinho Pelè
Detenuti brasiliani in rivolta hanno mostrato le teste mozze di cinque rivali dal tetto del penitenziario di Presidente Venceslau, a 600 chilometri da San Paolo. La ribellione, iniziata ieri mattina, e' ancora in corso: 10 guardie di custodia sono loro ostaggio, mentre due sono state liberate.Autori della resa dei conti con fazioni rivali sono i membri del Pcc (Primeiro Comando da Capital), una delle maggiori organizzazioni criminali del Brasile, legata al narcotraffico e presente capillarmente in tutti i penitenziari del Paese. I detenuti del Pcc si sono aperti la strada verso il braccio di sicurezza del penitenziario dove erano isolati alcuni detenuti giurati di morte. Hanno ottenuto con la forza le chiavi dai secondini iniziando la strage. Sono saliti poi sul tetto del carcere con la faccia coperta mostrando le teste amputate dei rivali.
Il carcere Presidente Venceslau e' il piu' antico del Paese e per una capienza di 680 detenuti ne conteneva 780, ieri sera 160 sono stati trasferiti.
La notizia desta anche ulteriori preoccupazioni per la vicenda del figlio di Pelè, Edinho che dopo avere ammesso le sue responsabilita' come consulente per il riciclaggio del denaro del narcotraffico della banda di Naldinho, e' cosciente di dover scontare la pena in carcere. E sulla testa di Naldinho e di tutte le persone a lui legate, come appunto Edinho, penderebbe una condanna a morte del Pcc.
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