Mercoledì 10 giugno 2026
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Brasile. Se i narcos attaccano l'Universita' di Rio de Janeiro

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La pallottola vagante che ha ridotto ieri in fin di vita una studentessa di un'universita' privata di Rio non e' stata un caso, ma un deliberato tiro a segno della malavita contro l'istituzione, che era stata avvisata delle possibili rappresaglie otto mesi fa. Intercettazioni telefoniche della polizia di San Paolo pubblicate oggi dal quotidiano carioca "Extra" hanno rivelato che e' stato un ordine preciso del boss Fabio Barbosa, detto "Barbosinha", a dare il via al tiro a segno con fucili di precisione, per colpire gli studenti dell'universita' Estacio de Sa'.
"Se la polizia continua a venire a far casino nella nostra favela di notte, moriranno un sacco di studenti, se ci sara' bisogno buttiamo anche una bomba dentro alla facolta'", dice "Barbosinha" ad un subordinato in una delle conversazioni tra cellulari intercettate dalla polizia.
L'universita' Estacio de Sa' si trova proprio ai piedi del "morro" (collina) su cui si inerpica la favela di Rio Comprido, dove "Barbosinha" guida una delle fazioni del narcotraffico di Rio. Secondo le prime indagini, sembra che il boss avesse avvisato gia' da mesi la direzione dell'universita' che se fossero continuate le incursioni della polizia ("per uccidere i nostri, non per arrestarli"), ci sarebbero state ritorsioni ai danni dell'istituzione. Ma le forze di sicurezza hanno preferito non dare ascolto agli avvertimenti, e ieri varie fucilate hanno cominciato a piovere sul campus universitario. Una studentessa di 19 anni e' stata colpita alla mascella, e la pallottola e' andata ad annidarsi nella terza vertebra cervicale. La polizia ha occupato il "morro" e gli studenti hanno deciso di boicottare i corsi, con il terrore di rappresaglie sempre piu' terribili.
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