Brasile. Spot e propaganda per la vittoria di Rio sulla criminalita'?
E' partita l'offensiva pubblicitaria del Governo di Rio de Janeiro nell'anno elettorale: spot radiofonici, pagine sulla carta stampata. Il messaggio e' sempre lo stesso: il successo contro la criminalita' organizzata dal responsabile per la Sicurezza, Anthony Garotinho.Ieri i quotidiani di Rio e di altre citta' dell'interno dello Stato carioca, avevano un'intera pagina titolata: "Fuori gioco", sotto le foto di otto criminali. In ciascuna di queste foto, una targa illustrava se era stato semplicemente catturato, oppure se era morto. "E' per questo che la violenza continua a crollare a Rio", si scriveva per presentare i sette indici della criminalita' che presentano delle riduzioni, fino al 71% come nel caso delle rapine in banca.
Ma iniziano anche le prime polemiche. Il sociologo Ignacio Cano, precisa che non c'e' modo di verificare quegli indici di criminalita' perche' lo Stato non ha una politica trasparente: "se adottassero una strategia di trasparenza, non avrebbero bisogno di spendere denaro pubblico per mostrare dei dati". Per il ricercatore Marcelo Freixo, dell'Ong Justica Global, l'annuncio "e' una cosa da far west americano che rafforza l'idea di una Rio de Janeiro in guerra. Tutti i catturati o i morti sono delle favelas, il che dimostra che la lotta al traffico delle droghe colpisce solo il lato piu' debole".
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