Brasile. Test antidroghe nelle scuole di Fortaleza?
Sottoporre gli studenti di piu' di 10 anni iscritti alle scuole pubbliche del primo e secondo grado di Fortaleza agli esami dell'urina per individuare l'uso di droghe. La proposta che gia' cinque anni fa aveva suscitato un'ondata di polemiche e di contrarieta' da parte di organizzazioni per la difesa dei diritti dei bambini e degli adolescenti e di diversi politici locali, e' tornata di attualita', dopo che e' stata ripresentata stavolta dall'esponente di governo dell'Assemblea Municipale di Fortaleza, Ageu Costa (Pmdb). Nel 1998 un progetto simile venne effettivamente approvato dall'Assemblea Legislativa, ma venne in seguito cancellato dal governatore.Il dibattito si e' riproposto per intero. L'autore della proposta spiega che l'esame dipendera' comunque da una autorizzazione dei genitori, mentre le scuole saranno comunque obbligate a predisporsi per questi esami. In caso di autorizzazione l'esame verra' inviato ad un laboratorio e il risultato, in caso fosse positivo, verra' reso noto solo ai genitori: "non vogliamo esecrare nessuno. Vogliamo dare sostegno sociale e psicologico a questi bambini e ai loro familiari". Ma dall'opposizione arrivano le critiche peggiori e cosi' se Durval Ferraz (Pt) presidente della Commissione Diritti Umani, dopo avere elogiato l'intenzione del progetto lo stronca nella pratica, vedendo la possibilita' che i bambini possano essere vittime di un preconcetto; Paulo Cesar Feitosa (Pdt) che e' anche avvocato, sostiene l'incostituzionalita' della proposta che viola tre principi: la dignita' della persona umana, l'inviolabilita' dell'intimita' e la necessita' di un processo legale per appurare la responsabilita' di un delitto o di un crimine, e infine ricorda una sentenza del Supremo Tribunale Federale per cui "nessuno e' obbligato a produrre prove contro se stesso".
A bollare come incostituzionale ed inefficiente il progetto e' anche il coordinatore del Centro per la Difesa dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti (Cedeca), l'avvocato Renato Roseno: "i bambini e gli adolescenti hanno diritto alla integrita' e alla inviolabilita' fisica, psichica e morale. Queste sono prerogative inalienabili". Secondo l'avvocato neanche l'autorizzazione dei genitori risolve il problema, "i genitori non possono violare l'integrita' dei propri figli. Questo progetto e' una interferenza arbitraria nella privacy di un bambino". Ma la critica a questo progetto diventa anche piu' generale ritenendo che sarebbe meglio che l'autorita' locale destinasse piu' fondi e finanziamenti ai progetti di prevenzione e di cura per i consumatori di stupefacenti: esiste una volonta' di criminalizzare il consumatore quando il problema e' molto maggiore".
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