Domenica 7 giugno 2026
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Brasile. Il timore dei militari che le Farc facciano un "narcostato"

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I guerriglieri delle Farc vorrebbero creare un "narcostato" ai confini amazzonici con il Brasile. Lo ha rivelato oggi a Tabatinga (alto Rio delle Amazzoni) la maggiore autorita' militare brasiliana in Amazzonia. Il generale Claudio Barbosa sostiene che i guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, sempre piu' incalzati dall'offensiva lanciata contro di loro dal presidente colombiano Alvaro Uribe, sono ormai a ridosso della frontiera brasiliana anche se non l'avrebbero ancora attraversata.
"Alti militari colombiani ci hanno informato che le Farc controllerebbero gia' piantagioni di coca e miniere a cielo aperto d'oro e di gemme in piena Amazzonia vicino alla nostra frontiera -ha affermato il capo del Comando Militare dell'Amazzonia (Cma)- La loro strategia sarebbe quella di creare un vero e proprio stato, un narcostato, nella regione confinante col Brasile".
Davanti a questa prospettiva i comandi militari brasiliani hanno deciso di spostare 18.000 uomini dalle frontiere sud con i paesi del Mercosur (Argentina, Uruguay e Paraguay) alla zona della "bocca del cane", chiamata cosi' per la forma che attorno alle sorgenti del Rio Negro assume la linea di frontiera fra Brasile e Colombia. Attualmente lungo i 1.600 chilometri di confine fra i due Paesi sono gia' dislocati 22.000 militari.
"Fino ad appena una quindicina di anni fa erano soltanto 5.000 uomini in tutto, da Tabatinga, sulla triplice frontiera con Colombia e Peru', a Cucui', sulla triplice frontiera con Colombia e Venezuela", ha osservato Barbosa.
I militari brasiliani sanno tutto, anche perche' possono contare su un nuovissimo sistema di monitoraggio satellitare di fabbricazione americana, il Sivam, che permette loro non solo di controllare ogni movimento dei guerriglieri sotto l'impenetrabile coltre verde, ma anche di bloccare gli aerei e i "corrieri indios", che lungo la nuova rotta amazzonica della droga portano la cocaina (e di recente anche l'eroina) dalle piantagioni colombiane, peruviane e boliviane ai porti del Rio delle Amazzoni e delle tre Guyane (Guiana Francese, Suriname e Guyana) e da qui in Nordamerica e in Europa.
"Quello che i 15.000 guerriglieri delle Farc stanno tentando di fare in Amazzonia con un possibile Stato rivoluzionario ai confini col nostro Paese ci preoccupa molto -conclude il generale Barbosa- i nostri soldati sono in allerta e stiamo privilegiando l'addestramento di molti altri alle operazioni nella giungla".
L'esercito brasiliano possiede da tempo un leggendario reparto speciale di "guerra na selva", una sorta di "marines" amazzonici, che gode di fama internazionale in quanto a preparazione e conoscenza di un terreno fra i piu' difficili al mondo. Tutti soldati scelti che utilizzano persino pantere e giaguari semi addestrati nel pattugliamento della frontiera amazzonica: ben 6.500 chilometri di foresta tropicale che va dalla Bolivia all'Atlantico.
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