Brasile. Walter Fanganiello Maierovitch: sì alle narcosale
Il Governo di Luis Inacio Lula da Silva sta studiando una serie di iniziative politiche di riduzione del danno, non solo programmi di distribuzione di siringhe e adozione di trattamenti alternativi con sostanze sostitutive, ma anche l'istituzione, a carattere sperimentale delle "narcosale".Pedro Delgado, direttore della Salute Mentale del ministero della Salute spiega che questi ambienti verrebbero creati per far calare il rischio di morte per pazienti gravi e per overdose, oltre a funzionare come porta di accesso ai servizi sanitari per tossicodipendenti dei grandi centri urbani. Secondo Delgado il presidente Lula firmera' entro l'anno il decreto per regolamentare la riduzione del danno.
Questo dibattito arriva da lontano, dagli anni Ottanta, quando cominciarono i primi tentativi per un approccio piu' pragmatico. Il primo programma di distribuzione di siringhe e' stato realizzato nel 1989 a Santos, San Paolo.
A schierarsi a favore delle narcosale e' Walter Fanganiello Maierovitch, gia' segretario nazionale antidroghe brasiliano, di cui riportiamo un suo intervento pubblicato dal quotidiano Folha de S. Paulo.
"Negli anni scorsi la principale attenzione al fenomeno delle droghe proibite era posta nella distinzione tra i Paesi produttori e quelli consumatori. Oggi il punto di osservazione e' diverso, le posizioni inconciliabili sono quelle dei conservatori delle convenzioni Onu e i progressisti riformisti. Questi ultimi reagiscono all'intolleranza dei conservatori nei confronti dei consumatori di droghe illecite e sostengono un ritorno alle politiche nazionali, ossia, l'abbandono delle convenzioni dell'Onu. [.]
Dall'Assemblea dell'Onu del 1998, abbiamo due schieramenti ben distinti: i Paesi conservatori (Usa, Giappone, Svezia, Danimarca, Brasile, .) e gli Stati progressisti (Germania, Belgio, Olanda, Svizzera, Canada, .). Lo schieramento progressista ha promosso pratiche sociosanitarie di successo, tutte volte a ridurre i danni. Le narcosale fanno parte di queste pratiche, dato che, oltre a luoghi sicuri, offrono programmi di lavoro, informazioni e assistenza medica continua.
Il modello europeo considerato di successo e' stato ideato a Francofote, in Germania, nel 1994, quando la citta' aveva circa 6.000 tossicodipendenti. Anche la Svizzera adotto' gli ambienti chiusi e controllati. A Francoforte, il numero dei tossicodipendenti e' diminuito della meta' fino al 2003. Inoltre, altre otto citta' tedesche hanno adottato le sale sicure. Gli ospedali e i presidi sanitari, prima delle narcosale, si facevano carico di 15 casi gravi al giorno, con costi elevati per ciascun intervento. Questi risultati hanno ispirato la Spagna, che realizza esperimenti con le sale sicure.
Il sistema tedesco offre accoglienza a chi vive in situazioni di emarginazione e in pessime condizioni di salute ed economiche. E' stata, senza dubbio, una maniera di creare un contatto, comprendendo cure mediche, informazioni utili e offerte di formazione professionale e di lavoro. Cosi' l'uso di droghe iniettabili e' calato del 50%. Si sono ridotti in maniera significativa anche i casi di Aids e di altre patologie correlate al consumo di droghe proibite. E' anche da evidenziare come, tra gli utenti che sono entrati nei programmi delle narcosale, e' calato l'indice di mortalita' in virtu' di un miglioramento della qualita' della vita. E a sua volta, sono calate anche le morti per overdose; stessa cosa e' avvenuta nel campo della microcriminalita' con i reati collegati al consumo di droghe.
L'esperienza di Francoforte e' servita per rimuovere la tesi che le narcosale poteva stimolare i giovani a entrare nel mondo delle droghe. Ricerche realizzate dalle autorita' sanitarie dimostrano che i giovani di eta' tra i 15 e i 18 anni, che abitano nelle citta', non iniziano con l'uso di eroina o di cocaina, e che meno dell'1% ha provato queste droghe nella sua vita. Una ricerca epidemiologica ha rivelato l'aumento dell'eta' del consumatore: salito tra i 30 e i 34 anni. Le narcosale, ove sono state istituite, hanno dato risultati non solo per quanto riguarda la riduzione della domanda, ma anche per avere contribuito in maniera positiva negli aspetti e nelle pratiche umane, nella solidarieta' e nel reinserimento sociale. In Germania, le federazioni del commercio e dell'industria hanno sostenuto con finanziamenti i programmi di queste narcosale.
Come ha avvertito il professor Uve Kemmesies, dell'Universita' di Francoforte, "possiamo riconoscere che l'offerta delle sale sicure per il consumo di droghe ha migliorato l'aspettativa e la qualita' della vita di molti tossicodipendenti che non desiderano, o non riescono, ad abbandonare le sostanze".
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