Venerdì 5 giugno 2026
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Bruno Contrada chiede l'eutanasia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Bruno Contrada chiede la 'dolce morte' perche' 'questa sembra l'unica strada percorribile per mettere fine alle sue infinite pene'. Lo rende noto il suo legale, Giuseppe Lipera, che ha presentato al giudice tutelare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di Anna Contrada, sorella dell'ex funzionario del Sisde condannato a 10 anni di reclusione per concorso esterno mafioso, la 'formale autorizzazione per uccidere legalmente Contrada'.
Copia delle richiesta, presentata con 'immenso dolore' avverte Lipera, e' stata inviata per conoscenza ai Presidenti emeriti della Repubblica Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi, e per competenza al magistrato di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere.

'Ha ragione la sorella Anna: concedetegli l'eutanasia'. Lo afferma, a proposito della vicenda che riguarda l'ex funzionario del Sisde Bruno Contrada, il senatore uscente di Fi Lino Jannuzzi, secondo cui 'non e' la prima volta che il Tribunale di sorveglianza di Napoli, presieduto da Angelica Di Giovanni, condanna a morte un detenuto, negandogli il differimento della pena nonostante le disperate condizioni di salute. E' gia' successo'.
'L'ultima volta, meno di un anno fa - prosegue Jannuzzi - Francesco Racco, un commerciante calabrese di Siderno di 58 anni, detenuto nel carcere di Secondigliano, e' giunto cadavere all'ospedale Cardarelli, dopo che i giudici della sorveglianza di Napoli gli avevano ripetutamente negato, nonostante le documentazioni cliniche e le inequivocabili perizie, persino gli arresti ospedalieri. Dopo l'ennesimo rifiuto di ieri, Bruno Contrada, ancora piu' vecchio e malato - conclude Jannuzzi - e' condannato alla stessa fine. Ha ragione la sorella Anna: concedetegli l'eutanasia'

La richiesta di eutanasia, 'non ha alcun fondamento dal punto di vista giuridico'. Ad affermarlo e' il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Amedeo Bianco, sottolineando che la legge italiana non prevede l'eutanasia e, per questo, 'un giudice non puo' autorizzarla su richiesta. In questo caso - commenta Bianco - mi sembra si tratti piu' di una provocazione'.
Ad ogni modo, osserva il presidente Fnom, anche nei Paesi dove l'eutanasia e' legale (ovvero si e' di fronte ad una 'depenalizzazione della morte provocata'), come ad esempio l'Olanda, 'tale atto puo' essere richiesto ed effettuato solo in particolarissimi casi: quando il paziente si trovi cioe' in condizioni terminali, senza speranza di recupero e con una approfondita certificazione medica'. Certamente, aggiunge Bianco, la 'sofferenza psicologica non e' prevista ai fini della richiesta di eutanasia'.
Quanto al caso specifico di Contrada, precisa Bianco, 'bisognerebbe conoscere quali sono nel dettaglio le sue condizioni di salute'. Al momento, pero', secondo i giudici esse sono compatibili con la detenzione, il che farebbe supporre un grado di gravita' comunque compatibile con la permanenza in carcere e dunque non estremo. Un quadro che non rientrerebbe, ad esempio, nella casistica per la richiesta, permessa in altri Paesi, di eutanasia: la 'dolce morte' in Italia e' un reato, ma in vari Paesi europei (come Olanda, Belgio, Danimarca e Germania) e' permessa ed indotta in casi estremi di prognosi infauste e in caso di sofferenze ritenute intollerabili. Si distingue tra eutanasia attiva (attraverso la somministrazione da parte di soggetti terzi di determinate sostanze) ed eutanasia passiva (attraverso la sospensione del trattamento medico). Diverso, sottolinea Bianco, il concetto di 'accanimento terapeutico', ovvero la messa in atto di procedure mediche 'onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi'. In altri termini, l'accanimento terapeutico e' un 'prolungamento del processo del morire per mezzo di trattamenti che non hanno altro scopo che quello di prolungare la vita biologica del paziente'.
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