Bulgaria. Governo: nessuna invasione bulgara in Gran Bretagna
Il governo bulgaro 'risponde' alle polemiche scatenatisi in Gran Bretagna sulla 'invasione' di immigrati dal centro-est Europa, rivelando che negli ultimi due anni sono stati solo 131 i bulgari che hanno trovato un lavoro legalmente Oltremanica. A dirlo è il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali di Sofia, interpellato dall'agenzia di stampa nazionale BTA.
Secondo le informazioni, che comprendono solo i dati resi disponibili dalle agenzie interinali bulgare che gestiscono assunzioni in Gran Bretagna, i lavoratori emigrati sono stati 68 nel 2005 e 63 dall'inizio del 2006 e nella stragrande maggioranza dei casi sono stati assunti nel settore sanitario.
Mancano, tuttavia, dati ufficiali sulla presenza di connazionali assunti direttamente - regolarmente o meno - da datori di lavoro inglesi. Dal ministero bulgaro precisano, inoltre, che tra Sofia e Londra non è in vigore alcun tipo di accordo di scambio di lavoratori. Uno dei motivi, spiega un funzionario della Direzione Integrazione Europea dello stesso dicastero, è che, secondo un sondaggio, la Gran Bretgna si posiziona molto indietro nelle preferenze dei potenziali emigranti bulgari, di gran lunga superata da Paesi di tradizionale attrazione come Stati Uniti, Germania, Spagna e Italia.
Ieri il ministero dell'Interno britannico ha rivelato che dal 1 maggio 2004 a giugno 2006 sono stati rilasciati 427.000 permessi di lavoro ai lavoratori degli otto Paesi del centro-est Europa entrati nell'Ue due anni fa, rispetto alle previsioni pre-allargamento che stimavano un afflusso annuale di 13.000 unità. Il governo di Londra, insieme a quelli di Dublino e Stoccolma è stato uno dei tre Paesi dei 'vecchi 15' dell'Ue che ha rinunciato a chiudere le frontiere ai lavoratori dei nuovi membri Ue. L'esecutivo britannico deve ancora decidere se mantenere la politica di porte aperte nei confrontidi Sofia e Bucarest, che con ogni probabilità entreranno a far parte dell'Ue il 1 gennaio 2007.
Secondo le informazioni, che comprendono solo i dati resi disponibili dalle agenzie interinali bulgare che gestiscono assunzioni in Gran Bretagna, i lavoratori emigrati sono stati 68 nel 2005 e 63 dall'inizio del 2006 e nella stragrande maggioranza dei casi sono stati assunti nel settore sanitario.
Mancano, tuttavia, dati ufficiali sulla presenza di connazionali assunti direttamente - regolarmente o meno - da datori di lavoro inglesi. Dal ministero bulgaro precisano, inoltre, che tra Sofia e Londra non è in vigore alcun tipo di accordo di scambio di lavoratori. Uno dei motivi, spiega un funzionario della Direzione Integrazione Europea dello stesso dicastero, è che, secondo un sondaggio, la Gran Bretgna si posiziona molto indietro nelle preferenze dei potenziali emigranti bulgari, di gran lunga superata da Paesi di tradizionale attrazione come Stati Uniti, Germania, Spagna e Italia.
Ieri il ministero dell'Interno britannico ha rivelato che dal 1 maggio 2004 a giugno 2006 sono stati rilasciati 427.000 permessi di lavoro ai lavoratori degli otto Paesi del centro-est Europa entrati nell'Ue due anni fa, rispetto alle previsioni pre-allargamento che stimavano un afflusso annuale di 13.000 unità. Il governo di Londra, insieme a quelli di Dublino e Stoccolma è stato uno dei tre Paesi dei 'vecchi 15' dell'Ue che ha rinunciato a chiudere le frontiere ai lavoratori dei nuovi membri Ue. L'esecutivo britannico deve ancora decidere se mantenere la politica di porte aperte nei confrontidi Sofia e Bucarest, che con ogni probabilità entreranno a far parte dell'Ue il 1 gennaio 2007.
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