Lunedì 8 giugno 2026
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Buzzonetti: Wojtyla non chiese l'eutanasia

EUROPA - VATICANO
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'Ho assistito a qualche lamento, di quelli che escono dal cuore del malato. Ma non ha mai detto basta: non ha amai chiesto analgesici o altri farmaci per non sentire il dolore ne' per dormire meglio'. Lo ha detto in un'intervista a 'Il Messaggero' il professor Renato Buzzonetti, archiatra pontificio, medico curante personale di papa Wojtyla e ora di Benedetto XVI.
'Sopportava il dolore con coraggio sovrumano. Si e' affidato ai medici, fidandosi totalmente di loro. Mi viene in mente il periodo al Gemelli e le fasi attraversate. Giovanni Paolo II sapeva che i medici avrebbero fatto il loro mestiere nella maniera piu' onesta e scrupolosa'.

Wojtyla si oppose all'intervento a farsi ricoverare una terza volta perche', ha spiegato il medico, 'penso capisse molto bene che era alla fine e non voleva certo avviarsi verso la morte fuori da casa sua'. Nei suoi confronti, ha detto Buzzonetti, non c'e' mai stato accanimento terapeutico. 'Ricordo nitidamente il pomeriggio di quel due aprile e il suo bisbiglio. Una frase biascicata in lingua polacca che rivolse a suor Tobiana. Era il suo Consumatum est. Non era una resa alla malattia ma una via Crucis consapevole, accettata. Sapeva che si stava avvicinando alla fine, all'incontro con Dio. Non era una richiesta di eutanasia come qualcuno a posteriori ha insinuato. Era veramente un'invocazione di fede, uno slancio vivido del cuore. Erano le parole di un uomo di spirito che affronta il momento piu' importante in una prospettiva cristiana'.
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