Cagliari. Sit-in dell'ass. Luca Coscioni per non dimenticare Giovanni Nuvoli
Per non dimenticare Giovanni Nuvoli e Piergiorgio Welby, le associazioni di Cagliari dei Radicali, Luca Coscioni e alcuni rappresentanti dello Sdi-RnP hanno promosso stamane a Cagliari un sit-in in piazza Yenne, nel centro della citta'. L'ex rappresentante di commercio di Alghero che per sette anni aveva convissuto con la sla, la stessa malattia di Welby, e' morto lunedi' sera dopo alcuni giorni di sciopero della fame e della sete, dopo che e' risultata vana la sua richiesta di essere staccato dal respiratore che lo teneva in vita.
"Vogliamo ricordare", spiegano Marcello Medici, rappresentante dei Radicali di Cagliari, e Sara Mallus, dell'associazione Coscioni di Cagliari, "a pochi giorni della sua scomparsa un uomo che ha lottato oltre che per se stesso per tutti i cittadini, affinche' in Italia venga riconosciuto il diritto all'autodeterminazione, gia' enunciato dall'articolo 32 della Costituzione. Giovanni Nuvoli e' stato un uomo che ha combattuto purtroppo tra la totale indifferenza dei nostri politici e dell'informazione nazionale, un uomo che ha lo Stato italiano ha lasciato morire in modo vergognoso e indegno come nemmeno si lascerebbe morire un animale". "Credo sia necessario - ha detto il consigliere comunale dello Sdi-RnP Raimondo Perra - ripartire dal caso drammatico di Giovanni Nuvoli per continuare la battaglia per i diritti civili". Quella di stamattina e' la prima iniziativa che le due associazioni hanno promosso dopo la scomparsa dell'ex arbitro algherese. "Ci siamo mossi - ha ribadito Medici - gia' quando si era scatenato il caso di Piergiorgio Welby. Purtroppo sono tantissimi i casi simili di persone che vogliono porre fine alle proprie sofferenze. Ma riteniamo che anche chi vuole continuare a vivere debba essere nelle condizioni di soffrire il meno possibile e di arrivare alla morte con dignita'. Con l'ultimo drammatico caso ancora una volta si e' calpestato il diritto di scelta. Noi ci auguriamo che la nostra battaglia non sia inutile e che Welby e Nuvoli e non vengano dimenticati".
"La morte di Welby e quella di Nuvoli non si possono mettere sullo stesso piano". Lo dichiara il responsabile nazionale dell'Udeur per le Politiche della Bioetica e consigliere regionale del Lazio, Wanda Ciaraldi. "Nel caso Welby si e' trattato di un'interruzione volontaria della cure fino a quel momento utilizzate, mentre per Nuvoli la morte e' arrivata senza nessun intervento esterno".
"Nel caso Welby la sentenza di proscioglimento del dottor Riccio non puo' essere condivisibile, perche' viene a giustificare un atto che ha comportato la morte di un essere umano.
Non si puo' pensare di utilizzare e strumentalizzare queste vicende per chiedere una legge sul testamento biologico. Il dovere delle istituzioni e' di tutelare e favorire la vita e non la morte.
L'eutanasia non e' una risposta per nessuno e tanto meno per il sofferente, cosi come non puo' essere una risposta al dolore ed al disagio psicologico. Per questo non puo' essere dovere professionale alleviare le sofferenze dando la morte, ma piuttosto somministrando terapie adeguate e sostegno psicologico".
"Vogliamo ricordare", spiegano Marcello Medici, rappresentante dei Radicali di Cagliari, e Sara Mallus, dell'associazione Coscioni di Cagliari, "a pochi giorni della sua scomparsa un uomo che ha lottato oltre che per se stesso per tutti i cittadini, affinche' in Italia venga riconosciuto il diritto all'autodeterminazione, gia' enunciato dall'articolo 32 della Costituzione. Giovanni Nuvoli e' stato un uomo che ha combattuto purtroppo tra la totale indifferenza dei nostri politici e dell'informazione nazionale, un uomo che ha lo Stato italiano ha lasciato morire in modo vergognoso e indegno come nemmeno si lascerebbe morire un animale". "Credo sia necessario - ha detto il consigliere comunale dello Sdi-RnP Raimondo Perra - ripartire dal caso drammatico di Giovanni Nuvoli per continuare la battaglia per i diritti civili". Quella di stamattina e' la prima iniziativa che le due associazioni hanno promosso dopo la scomparsa dell'ex arbitro algherese. "Ci siamo mossi - ha ribadito Medici - gia' quando si era scatenato il caso di Piergiorgio Welby. Purtroppo sono tantissimi i casi simili di persone che vogliono porre fine alle proprie sofferenze. Ma riteniamo che anche chi vuole continuare a vivere debba essere nelle condizioni di soffrire il meno possibile e di arrivare alla morte con dignita'. Con l'ultimo drammatico caso ancora una volta si e' calpestato il diritto di scelta. Noi ci auguriamo che la nostra battaglia non sia inutile e che Welby e Nuvoli e non vengano dimenticati".
"La morte di Welby e quella di Nuvoli non si possono mettere sullo stesso piano". Lo dichiara il responsabile nazionale dell'Udeur per le Politiche della Bioetica e consigliere regionale del Lazio, Wanda Ciaraldi. "Nel caso Welby si e' trattato di un'interruzione volontaria della cure fino a quel momento utilizzate, mentre per Nuvoli la morte e' arrivata senza nessun intervento esterno".
"Nel caso Welby la sentenza di proscioglimento del dottor Riccio non puo' essere condivisibile, perche' viene a giustificare un atto che ha comportato la morte di un essere umano.
Non si puo' pensare di utilizzare e strumentalizzare queste vicende per chiedere una legge sul testamento biologico. Il dovere delle istituzioni e' di tutelare e favorire la vita e non la morte.
L'eutanasia non e' una risposta per nessuno e tanto meno per il sofferente, cosi come non puo' essere una risposta al dolore ed al disagio psicologico. Per questo non puo' essere dovere professionale alleviare le sofferenze dando la morte, ma piuttosto somministrando terapie adeguate e sostegno psicologico".
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