Mercoledì 10 giugno 2026
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La Calabria approva all'unanimita' nuova legge sull'accoglienza

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Con la legge sull'accoglienza proposta dalla Giunta e approvata all'unanimita' dal Consiglio regionale, la Calabria si pone come un esempio virtuoso in tema di accoglienza, in controtendenza alle politiche nazionali". E' soddisfatto il presidente della Regione Calabria che questa legge l'ha voluta, dice, "sapendo di interpretare il sentire comune dei calabresi, come dimostra la convergenza di centrodestra e centrosinistra che hanno licenziato la legge in pochi minuti". Per Loiero, "se il Paese parla un'altra lingua, e sui binomi immigrazione-illegalita', immigrazione-respingimento violenta la tradizione di accoglienza di un popolo di emigranti, la Calabria imbocca la via opposta. Non si tratta di buonismo - chiarisce Loiero - ma di senso dello Stato e di rispetto della Costituzione che impone di accogliere rifugiati politici e richiedenti asilo".
"Terra di frontiera, primo approdo per migliaia di disperati - secondo il presidente Loiero - la Calabria in questi anni ha dimostrato una sorta di vocazione all'accoglienza. Per cui la legge approvata non nasce a tavolino, ma e' nata invece sul campo, dalle esperienze ultime dei comuni di Riace, Caulonia e Stignano, che hanno accolto decine di rifugiati, che trovano un antecedente a Badolato, paese che anni fa ha aperto il borgo antico, disabitato, a una comunita' curda la quale si e' integrata e lo ha riportato in vita". "C'e' un aspetto sociale ed economico, dunque, che non bisogna sottovalutare - aggiunge Loiero - che rende l'accoglienza conveniente, obiettivo che la legge persegue, come ha dimostrato l'arrivo dei rifugiati nella Locride. In effetti, centri storici spopolati sono tornati a nuova vita e la presenza di immigrati mette in moto processi economici che offrono nuove speranze agli abitanti di questi borghi. A Riace, per esempio, s'e' messa in moto una piccola economia dell'accoglienza e, fenomeno da sottolineare positivamente, dieci giovani emigrati sono rientrati in paese avendo trovato occupazione".

LE FINALITA' DELLA NORMATIVA
- Promuovere interventi specifici per l'accoglienza, la protezione legale e sociale dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei titolari di misure di protezione sussidiaria presenti sul territorio regionale con particolare riguardo alle situazioni piú vulnerabili (minori, donne sole vittime di tortura); sostenere azioni indirizzate all'inserimento socio-lavorativo dei rifugiati e richiedenti asilo e promuovere un sistema regionale integrato di accoglienza'. Sono queste le finalita' della legge sull'accoglienza ai rifugiati ed ai richiedenti asilo approvata ieri dal Consiglio regionale su proposta della Giunta.
Lo strumento di programmazione degli interventi previsti dalla legge e' il Piano regionale, con valenza triennale, che individua per ogni annualita' le strategie, gli obiettivi, le linee di intervento, i soggetti ammissibili, le risorse e il sistema di monitoraggio.
Gli interventi ammessi sono quelli in favore di comunita' interessate da fenomeni di spopolamento e declino che intendano avviare percorsi di riqualificazione e di rilancio socioe-conomico collegato all'accoglienza di rifugiati. E' data priorita' ai progetti che valorizzino le produzioni artigianali, le competenze e le tradizioni locali e che prevedano forme di commercio equo e solidale e di turismo responsabile.
La normativa prevede anche la promozione di eventi culturali volti a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla cultura dell'accoglienza allo scopo di prevenire situazioni di intolleranza e razzismo e programmi di formazione rivolti alla pubblica amministrazione.
I beneficiari sono i Comuni, le Province e le Comunita' montane per cio' che riguarda gli interventi di riqualificazione e di rilancio socio-economico e culturale collegati all'accoglienza dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei titolari di misure di protezione sussidiaria o umanitaria.
Gli stessi enti locali, nonche' le istituzioni scolastiche, le aziende sanitarie, i soggetti pubblici associazioni ed enti senza fini di lucro possono attuare interventi per la produzione e la diffusione di eventi culturali volti a sensibilizzare l'opinione pubblica ad una cultura dell'accoglienza e ad una conoscenza del diritto d'asilo, anche allo scopo di prevenire e contrastare situazioni di intolleranza e razzismo.
Il Comitato dei garanti previsto dalla normativa ha il compito di formulare proposte per l'attuazione del piano regionale; esprimere una valutazione dei progetti sotto il profilo della coerenza e sostenibilita'; operare un monitoraggio sull'andamento dei progetti finanziati e formulare proposte per l'attuazione di studi e ricerche oggetto della legge. Il Comitato, inoltre, valuta l'attuazione degli interventi e redige un rapporto. I cinque componenti sono individuati dall'amministrazione regionale tra gli enti e le associazioni maggiormente significative sul piano nazionale nelle materie attinenti la tutela del diritto d'asilo, la tutela dei diritti umani, il dialogo interculturale, lo sviluppo di modelli di economia solidale nelle comunita' locali e nelle relazioni internazionali'.
Il diritto d'asilo, secondo il quadro normativo del nostro Paese, e' garantito dall'articolo 10 della Costituzione che recita secondo cui 'lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge'. Lo Stato Italiano, pur avendo ratificato le convenzioni internazionali in materia e ed avendo recepito nel proprio ordinamento le relative direttive dell'Unione Europea non ha ancora una normativa organica nazionale.
Nonostante l'assenza di una legge organica, il numero di persone che bussano alle porte dell'Italia perche' in fuga dai loro Paesi e' in continuo aumento. Alla fine del 2008 le richieste pervenute alle Commissioni Territoriali per il diritto d'asilo sono state 31.097, di cui 10.849 con esito positivo. Nel 2007 le domande d'asilo erano state 14 mila e l'anno prima circa 10.400. L'aumento, pur significativo, degli arrivi dei richiedenti asilo va letto con attenzione e senza allarmismi.
L'Italia e' stata infatti, per lungo tempo, un Paese 'di transito', con una presenza molto modesta di rifugiati rispetto alla media europea. Quanto sta avvenendo e' quindi il segnale di un cambiamento del ruolo dell'Italia quale Paese di destinazione nel contesto dell'Unione.
Il diritto d'asilo e le procedure di riconoscimento della condizione di rifugiato sono di competenza dello Stato. Le Regioni, nell'ambito della loro potesta' legislativa, possono svolgere un ruolo importante sostenendo interventi di protezione, accoglienza ed integrazione sociale dei rifugiati e favorendo la costruzione di una rete di servizi territoriali.

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