Caldo estremo: all'Italia costa 22 miliardi, quanto una manovra finanziaria
Le ondate di calore dell'estate 2026 presentano all'Italia un conto salatissimo: circa 22 miliardi di euro di perdite economiche, una cifra paragonabile all'importo di un'intera legge di Bilancio. Lo certifica uno studio di Triodos Bank, istituto di credito olandese specializzato nel finanziamento di progetti sostenibili, come riporta nelcuore.org.
A livello europeo il quadro è altrettanto preoccupante: il caldo estremo, gli incendi boschivi e la siccità potrebbero ridurre di circa l'1% il PIL dell'Unione europea, traducendosi in perdite complessive di circa 180 miliardi di euro. Un impatto tale da azzerare di fatto la crescita economica prevista per il 2026, stimata dalla Commissione europea intorno all'1,1%.
L'Italia risulta tra i Paesi più esposti, seconda soltanto alla Francia. Il principale canale attraverso cui si trasmette il danno è il crollo della produttività del lavoro: superata la soglia dei 30 gradi, la resa per ora lavorata cala sensibilmente, con effetti più marcati nei settori che operano all'aperto o in ambienti fisicamente impegnativi. Secondo un'analisi di Allianz citata nello studio, si stima una perdita di circa il 3% della produzione per ogni grado oltre i 30°C mantenuto per più giorni consecutivi.
Non solo produttività: l'agricoltura italiana paga un conto pesante. Coldiretti stima che i danni della stagione rovente abbiano già superato i 3 miliardi di euro, considerando anche grandine e incendi. La siccità, che ha interessato circa il 60% del territorio nazionale, ha colpito duramente raccolti e allevamenti: in alcune zone alpine la produzione di latte è crollata da 7-8 quintali al giorno a soli 2-3, con ricadute dirette sulla filiera dei formaggi.
A gravare sui bilanci di famiglie e imprese contribuisce anche la bolletta energetica: la domanda di elettricità per il raffrescamento tocca picchi record proprio quando la produzione idroelettrica è in difficoltà per la scarsità d'acqua, facendo salire i prezzi all'ingrosso. Triodos segnala inoltre come le interruzioni alla circolazione stradale, ferroviaria e delle vie navigabili interne aggravino ulteriormente il quadro complessivo dei danni.
Gli analisti mettono in guardia da quello che definiscono un circolo vizioso: il danno climatico rallenta l'economia, e la risposta politica tende spesso ad allentare le normative ambientali in nome della crescita, accelerando così le emissioni e rendendo ogni successiva ondata di calore ancora più costosa.