California. Latinos e asiatici fanno la differenza nelle primarie
Con i suoi 14 milioni di residenti, la popolazione dei 'latinos' rappresenta il 30% degli abitanti californiani, il 40% di quelli della citta' di Los Angeles. Sono stati soprattutto loro, gli elettori con radici nell'America Latina, a determinare la vittoria di Hillary Clinton nelle primarie dello stato della costa del Pacifico, il piu' importante tra i ventiquattro del Super Martedi'.
L'analisi del voto in California infatti ha fatto emergere che a votare la senatrice di New York sono state soprattutto le donne bianche, gli ispanici e gli asiatici, la cui popolazione nella costa occidentale e' equivalente a quella degli afroamericani, che hanno votato in massa per Barack Obama, eletto anche dalla maggioranza della popolazione bianca maschile (cosi' come dai giovani).
La preferenza dei latinos per la senatrice Clinton e' in un buona parte dovuta alla sua campagna elettorale, che ha fatto del tema dell'immigrazione (oltre a quelli della casa e della assicurazione sanitaria per tutti) uno dei punti forti del programma elettorale, ma anche all'appoggio da parte di personalita' di spicco della comunita' ispanica, come il sindaco di Los Angeles, Antonio Villaraigosa e Dolores Huelta, fondatrice della United Farm Workers Union, il sindacato dei lavoratori agricoli che rappresentano una larga percentuale degli occupati latinos.
Anche sul fronte repubblicano la vittoria del senatore dell'Arizona John McCain e' dipesa dal voto degli elettori conservatori di origine ispanica e asiatica. McCain, al contrario di Mitt Romney che ha scelto la linea dura sul tema dell'immigrazione clandestina, e' un moderato, il cui programma prevede la possibilita' di integrazione degli immigrati, seppure entro determinati limiti.
'Il suo programma di riforma della legge sull'immigrazione e' stata la ragione per cui ho votato per lui', ha detto, all' uscita del seggio, Juan Carlos, 32 anni, consulente elettronico che si e' trasferito in California dal Messico 15 anni fa.
Latinos e asiatici sono il secondo e terzo piu' numeroso gruppo di elettori in California, stato che negli anni passati e' stato spesso dimenticato dai candidati, piu' interessati a raccogliere fondi dai ricchi sostenitori di Hollywood e della Silicon Valley, che a occuparsi dei reali problemi dello Stato.
Lo spostamento delle primarie da giugno a febbraio ha fatto loro cambiare idea.
L'analisi del voto in California infatti ha fatto emergere che a votare la senatrice di New York sono state soprattutto le donne bianche, gli ispanici e gli asiatici, la cui popolazione nella costa occidentale e' equivalente a quella degli afroamericani, che hanno votato in massa per Barack Obama, eletto anche dalla maggioranza della popolazione bianca maschile (cosi' come dai giovani).
La preferenza dei latinos per la senatrice Clinton e' in un buona parte dovuta alla sua campagna elettorale, che ha fatto del tema dell'immigrazione (oltre a quelli della casa e della assicurazione sanitaria per tutti) uno dei punti forti del programma elettorale, ma anche all'appoggio da parte di personalita' di spicco della comunita' ispanica, come il sindaco di Los Angeles, Antonio Villaraigosa e Dolores Huelta, fondatrice della United Farm Workers Union, il sindacato dei lavoratori agricoli che rappresentano una larga percentuale degli occupati latinos.
Anche sul fronte repubblicano la vittoria del senatore dell'Arizona John McCain e' dipesa dal voto degli elettori conservatori di origine ispanica e asiatica. McCain, al contrario di Mitt Romney che ha scelto la linea dura sul tema dell'immigrazione clandestina, e' un moderato, il cui programma prevede la possibilita' di integrazione degli immigrati, seppure entro determinati limiti.
'Il suo programma di riforma della legge sull'immigrazione e' stata la ragione per cui ho votato per lui', ha detto, all' uscita del seggio, Juan Carlos, 32 anni, consulente elettronico che si e' trasferito in California dal Messico 15 anni fa.
Latinos e asiatici sono il secondo e terzo piu' numeroso gruppo di elettori in California, stato che negli anni passati e' stato spesso dimenticato dai candidati, piu' interessati a raccogliere fondi dai ricchi sostenitori di Hollywood e della Silicon Valley, che a occuparsi dei reali problemi dello Stato.
Lo spostamento delle primarie da giugno a febbraio ha fatto loro cambiare idea.
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