Caligaris (Rnp): Nuvoli ha diritto costituzionale a scegliere la sospensione delle cure
'Giovanni Nuvoli non vuole piu' vivere in un letto, senza alcuna autonomia, e sa che un ventilatore, estraneo al suo corpo, lo mantiene tra la vita e la morte. Altri, nelle stesse condizioni, vogliono comunque stare tra i vivi. Tutti pero' devono essere lasciati liberi di scegliere. Ecco perche' ho presentato in Consiglio regionale prima un ordine del giorno, poi una mozione affinche' il Parlamento legiferi su questa delicata materia'. Lo ha scritto in una lettera inviata all'europarlamentare radicale Marco Cappato, la segretaria della Commissione 'Diritti Civili' del Consiglio regionale sardo, Mariagrazia Caligaris (Sdi).
L'esponente socialista indica nella missiva due vie per risolvere il caso Nuvoli: 'Il rispetto dell'articolo della Costituzione che sancisce la facolta' del paziente di rifiutare in ogni momento le cure e un immediato provvedimento del Parlamento sui limiti dell'accanimento terapeutico accogliendo l'invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aveva auspicato un 'confronto sensibile e approfondito perche' il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l'elusione di ogni responsabile chiarimento''.
'In assenza di chiari dispositivi legislativi si registrano palesi paradossi. L'ultimo e' quello per cui due notai, professionisti notoriamente chiamati ad attestare registrandole le volonta' dei cittadini, sono venuti meno al loro compito non si capisce in nome di quale clausola deontologica o obiezione di coscienza. Giovanni Nuvoli e' convinto, dopo otto anni di malattia, di non essere piu' se stesso. E' certo che il suo spirito e' contenuto in un corpo non piu' suo che lo ingabbia. Vuole essere soltanto liberato e lasciato al suo destino di uomo e di credente. La scienza, nella sua irrefrenabile evoluzione, ha prodotto il 'caso Nuvoli'. La tecnologia lo ha reso ancora piu' evidente. L'ipocrisia della politica - ha concluso l'esponenete socialista - lo ha reso una vittima civile'.
L'esponente socialista indica nella missiva due vie per risolvere il caso Nuvoli: 'Il rispetto dell'articolo della Costituzione che sancisce la facolta' del paziente di rifiutare in ogni momento le cure e un immediato provvedimento del Parlamento sui limiti dell'accanimento terapeutico accogliendo l'invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aveva auspicato un 'confronto sensibile e approfondito perche' il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l'elusione di ogni responsabile chiarimento''.
'In assenza di chiari dispositivi legislativi si registrano palesi paradossi. L'ultimo e' quello per cui due notai, professionisti notoriamente chiamati ad attestare registrandole le volonta' dei cittadini, sono venuti meno al loro compito non si capisce in nome di quale clausola deontologica o obiezione di coscienza. Giovanni Nuvoli e' convinto, dopo otto anni di malattia, di non essere piu' se stesso. E' certo che il suo spirito e' contenuto in un corpo non piu' suo che lo ingabbia. Vuole essere soltanto liberato e lasciato al suo destino di uomo e di credente. La scienza, nella sua irrefrenabile evoluzione, ha prodotto il 'caso Nuvoli'. La tecnologia lo ha reso ancora piu' evidente. L'ipocrisia della politica - ha concluso l'esponenete socialista - lo ha reso una vittima civile'.
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