Call center aggressivi. Indagine in Toscana: sette milioni di telefonate solo nel 2008
Telefonate a vuoto, offerte commerciali, falsi annunci di premi, sondaggi che si rivelano tentativi di vendere. Nel 2008 in Toscana si e' registrata una media di sei telefonate per utenza telefonica fissa con fini di telemarketing o televendite. Sette milioni di contatti sui telefoni fissi, e' stato calcolato, 250 mila su quelli mobili.
E' quanto emerso, informa una nota, da un'indagine, prima del genere in Italia, che il Corecom della Toscana ha affidato all'istituto Freni sulla 'pressione esercitata dall'attivita' di telemarketing e teleselling sulle utenze telefoniche private su linea fissa in Toscana'.
Secondo l'indagine il 96% degli intestatari di linea fissa ha ricevuto almeno una telefonata al mese, il 48% da 2 a 4 e il 17% piu' di 10. Nel corso del 2008 si sono fatti coinvolgere nell'acquisto a distanza il 14% degli intervistati, per un totale di 160 mila soggetti, che hanno comprato uno o piu' prodotti. Su un'analisi dei 16 mila acquisti piu' recenti, si legge ancora, gli insoddisfatti o comunque non pienamente ammontano a 7 mila (44%) casi. Ad essere contattati sono in maggiore percentuale gli anziani e le donne in condizione non professionale. Un pubblico quindi per sua natura piu' debole nelle contrattazioni. Molti intervistati si lamentano di aver acquistato beni con la promessa di poter disdire l'ordine facilmente, mentre hanno scoperto a loro spese che il recesso e' complicato e costoso. Le proposte di vendita, si legge ancora, risultano sproporzionate per quanto riguarda i call-center dei gestori di telefonia: nei primi 9 mesi dell'anno ha gia' coinvolto la quasi totalita' della popolazione toscana raggiungibile. Seguono la vendita di abbonamenti Pay-Tv, vendita di servizi, prodotti finanziari o assicurativi, abbonamenti a riviste, adesioni ad associazioni.
'Il sondaggio - ha spiegato il consigliere del Corecom Vincenzo Caciulli - e' un'esigenza che nasce da segnalazioni pervenute al Comitato. Nasce inoltre dalla constatazione, in sede di conciliazione gratuita nelle controversie tra gestori dei servizi di telecomunicazioni e utenti, che alcuni contatti e contratti telefonici non risultavano voluti. Nonostante una delibera dell'authority nazionale contro il telemarketing questa attivita' sembra permanere ed e' in costante crescita'.
Secondo il direttore dell'istituto di ricerca Vincenzo Freni 'quella del marketing aggressivo e' un'organizzazione di cui si fa fatica ad immaginare la complessita': seguono un copione con le varie risposte gia' classificate per carpire la fiducia di una persona e indurla all'acquisto di un prodotto assolutamente non preventivato'.
E' quanto emerso, informa una nota, da un'indagine, prima del genere in Italia, che il Corecom della Toscana ha affidato all'istituto Freni sulla 'pressione esercitata dall'attivita' di telemarketing e teleselling sulle utenze telefoniche private su linea fissa in Toscana'.
Secondo l'indagine il 96% degli intestatari di linea fissa ha ricevuto almeno una telefonata al mese, il 48% da 2 a 4 e il 17% piu' di 10. Nel corso del 2008 si sono fatti coinvolgere nell'acquisto a distanza il 14% degli intervistati, per un totale di 160 mila soggetti, che hanno comprato uno o piu' prodotti. Su un'analisi dei 16 mila acquisti piu' recenti, si legge ancora, gli insoddisfatti o comunque non pienamente ammontano a 7 mila (44%) casi. Ad essere contattati sono in maggiore percentuale gli anziani e le donne in condizione non professionale. Un pubblico quindi per sua natura piu' debole nelle contrattazioni. Molti intervistati si lamentano di aver acquistato beni con la promessa di poter disdire l'ordine facilmente, mentre hanno scoperto a loro spese che il recesso e' complicato e costoso. Le proposte di vendita, si legge ancora, risultano sproporzionate per quanto riguarda i call-center dei gestori di telefonia: nei primi 9 mesi dell'anno ha gia' coinvolto la quasi totalita' della popolazione toscana raggiungibile. Seguono la vendita di abbonamenti Pay-Tv, vendita di servizi, prodotti finanziari o assicurativi, abbonamenti a riviste, adesioni ad associazioni.
'Il sondaggio - ha spiegato il consigliere del Corecom Vincenzo Caciulli - e' un'esigenza che nasce da segnalazioni pervenute al Comitato. Nasce inoltre dalla constatazione, in sede di conciliazione gratuita nelle controversie tra gestori dei servizi di telecomunicazioni e utenti, che alcuni contatti e contratti telefonici non risultavano voluti. Nonostante una delibera dell'authority nazionale contro il telemarketing questa attivita' sembra permanere ed e' in costante crescita'.
Secondo il direttore dell'istituto di ricerca Vincenzo Freni 'quella del marketing aggressivo e' un'organizzazione di cui si fa fatica ad immaginare la complessita': seguono un copione con le varie risposte gia' classificate per carpire la fiducia di una persona e indurla all'acquisto di un prodotto assolutamente non preventivato'.
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