Venerdì 21 agosto 2026
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Cambogia-USA: sequestrata rete cripto del cartello di Sinaloa

MONDO
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Un'operazione congiunta tra autorità cambogiane e statunitensi ha portato al sequestro di laboratori di droga, oltre una tonnellata di precursori chimici e sostanze stupefacenti, insieme a circa 7 milioni di dollari in criptovaluta riconducibili a una rete legata al cartello messicano di Sinaloa. Come riporta CamboJA News, l'operazione ha coinvolto gli uffici della DEA di Phnom Penh e del New Jersey e ha portato alla luce una rete locale in Cambogia dedita al riciclaggio di criptovalute per conto del cartello.

 

Secondo un funzionario cambogiano citato dalla testata, i produttori delle sostanze stupefacenti sono cittadini messicani e pakistani legati al cartello di Sinaloa, oltre ad altri soggetti coinvolti nel caso che restano sotto indagine. Le materie prime utilizzate per produrre le droghe, ha precisato il funzionario, erano importate dagli Stati Uniti. Finora sono stati arrestati circa 20 sospetti collegati alla rete.

 

L'ambasciata statunitense a Phnom Penh ha reso noto che l'operazione ha portato anche all'arresto di diversi operatori stranieri e al sequestro di laboratori e depositi di stoccaggio della droga. Interpellata sui dettagli del caso, l'ambasciata ha rimandato le domande alla DEA, che al momento non ha risposto alle richieste di chiarimento. Sui social l'ambasciata ha comunque sottolineato come queste operazioni di alto livello dimostrino l'importanza della collaborazione internazionale per smantellare le reti criminali transnazionali e proteggere i residenti di Cambogia e Stati Uniti.

 

Il cartello di Sinaloa è una delle organizzazioni di narcotraffico più potenti del Messico, storicamente attiva nel contrabbando di cocaina, fentanyl e metanfetamine verso gli Stati Uniti. Guidato in passato da Joaquín "El Chapo" Guzmán, oggi detenuto negli Stati Uniti e condannato all'ergastolo, il cartello è stato designato organizzazione terroristica straniera da Washington nel febbraio 2025 e da allora ha ampliato le proprie attività di riciclaggio di denaro su scala globale, anche attraverso le criptovalute.

 

Il caso cambogiano richiama precedenti rilevazioni dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), secondo cui i sindacati criminali cinesi legati alle truffe online in Cambogia e nella regione hanno ampliato le proprie strategie di riciclaggio tramite criptovalute stringendo alleanze con i cartelli della droga sudamericani.

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