Martedì 9 giugno 2026
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Canada. Al via il primo studio per valutare gli effetti della cannabis terapeutica

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Saranno 1.400 i pazienti che parteciperanno allo studio Compass (Cannabis for the management of pain: assessment of safety study): il primo saggio per valutare la sicurezza della cannabis come trattamento per i dolori cronici derivati da sclerosi multipla, artrosi o dolori di origine neuropatica e muscolare. Non sono stati inseriti malati di cancro, solo perche' avrebbero richiesto un protocollo piu' complesso. Per un anno 350 di questi pazienti useranno la cannabis nella loro terapia antidolore. Nella ricerca dell'Universita' McGill, verranno anche valutati gli effetti secondari.
"Nel lavoro si cerca di dimostrare una serie di obbiettivi collegati alla sicurezza, tra cui gli effetti indesiderati sulle funzioni renale, epatica, cardiaca, polmonare e ormonale. Inoltre, tutti i pazienti verranno sottoposti ad una prova all'inizio e alla fine del saggio al fine di determinare se l'uso medico della cannabis colpisca le capacita' cognitive", ha spiegato Jean-Paul Collet, professore di epidemiologia dell'Universita' McGill.
Se infatti in Canada e' dal 1999 che in determinate circostanze, dietro prescrizione medica e sotto le raccomandazioni sanitarie i pazienti possono accedere all'uso della cannabis, ancora non era stato fatto uno studio con queste caratteristiche.
"Altri saggi hanno cercato di dimostrare se la cannabis alleviava i sintomi del dolore", spiega Mark Ware, coordinatore della ricerca e professore del Centro di Salute dell'Universita' McGill. Se questi altri studi sono importanti, "abbiamo pero' bisogno di conoscere fino a che punto e' sicura la cannabis per fini medici. Cosi', anche se le esperienze in merito all'uso ricreativo della cannabis ci hanno fornito sufficienti informazioni, e' necessario sapere in che maniera agisce su pazienti che sono trattati con altri farmaci e se in presenza di alcune malattie, come il diabete o l'ipertensione arteriale, comporta qualche complicazione aggiuntiva". Secondo Ware, insomma, c'e' bisogno di ottenere piu' informazioni rispetto a quelle che fino ad ora sono state date dal consumo ricreazionale.
La cannabis che verra' impiegata nella ricerca conterra' il 12% di tetracannabinolo (Thc), la sostanza attiva.
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