Canada. L’ambasciatore Usa condanna la legge sulla marijuana
Le autorita' americane continuano a non manifestarsi entusiaste per la nuova legge canadese sulla cannabis.
L'ultimo commento, in ordine cronologico e' quello dell'ambasciatore americano ad Ottawa, Paul Cellucci, che ha minacciato, in caso di approvazione della legge, controlli molto piu' stringenti lungo le diverse migliaia di chilometri di frontiera tra i due Paesi: "se sara' possibile portare dal Canada piu' marijuana (una strana preoccupazione per un Paese che ha, al confine meridionale, il produttore di quasi la meta' della marijuana mondiale, il Messico n.d.r.), i nostri agenti alzeranno le antenne e ci saranno piu' controlli. Secondo noi non e' una buona cosa (nota: diversi Stati americani hanno leggi simili a quella proposta in Canada, in Ohio, ad esempio si viene arrestati solo per possesso superiore ai 100 grammi)".
Non e' la prima volta che Cellucci "viola" il ruolo, tradizionalmente solo di cerimonia, degli ambasciatori americani in Canada. Nei mesi scorsi il nostro ambasciatore aveva pesantemente accusato il primo ministro Jean Chretien per non aver appoggiato la politica in Iraq degli Stati Uniti.
L'ultimo commento, in ordine cronologico e' quello dell'ambasciatore americano ad Ottawa, Paul Cellucci, che ha minacciato, in caso di approvazione della legge, controlli molto piu' stringenti lungo le diverse migliaia di chilometri di frontiera tra i due Paesi: "se sara' possibile portare dal Canada piu' marijuana (una strana preoccupazione per un Paese che ha, al confine meridionale, il produttore di quasi la meta' della marijuana mondiale, il Messico n.d.r.), i nostri agenti alzeranno le antenne e ci saranno piu' controlli. Secondo noi non e' una buona cosa (nota: diversi Stati americani hanno leggi simili a quella proposta in Canada, in Ohio, ad esempio si viene arrestati solo per possesso superiore ai 100 grammi)".
Non e' la prima volta che Cellucci "viola" il ruolo, tradizionalmente solo di cerimonia, degli ambasciatori americani in Canada. Nei mesi scorsi il nostro ambasciatore aveva pesantemente accusato il primo ministro Jean Chretien per non aver appoggiato la politica in Iraq degli Stati Uniti.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti