Canada. Le difficolta’ per la produzione della marijuana di Stato
La coltivazione di una varieta' di marijuana, commissionata dal Governo, ma risultata estremamente potente e difficile da produrre, potrebbe essere abbandonata.
Tale varieta', coltivata per per il ministero della Sanita' in una parte di una miniera abbandonata a Flin Flon nello stato di Manitoba, contiene tra il 20 e il 25% di THC, il piu' attivo ingrediente della marijuana, mentre test eseguiti negli Usa suggeriscono che quella ordinaria ha una media del 5% e che la "sinsemilla", considerata la migliore, ne ha il 10%; inoltre essa e' risultata anemica e di difficile coltivazione.
Cindy Cripps- Prawak, capo del programma dell'Ottawa Medical Marijuana afferma: "non vogliamo una pianta che richieda troppa cura e non e' certo che il programma su tale varieta' continui."
Un secondo tipo sta producendo una quantita' di THC rispettabile: tra il 13 i il 18%, e questi livelli sono piu' in linea con le necessita' della ricerca medica (infatti i ricercatori ritengono che le piante utili siano quelle con il 15% di THC, o anche meno).
Se il ministero decidesse di abbandonare la coltivazioni della marijuana con THC troppo alto, provocherebbe una ulteriore interruzione nel processo di produzione della "marijuana standard" necessaria alla ricerca, e questo andrebbe ad aggiungersi ad una serie di impedimenti gia' verificatisi, quali:
- la Prairie Plant System Inc, che nel 2000 aveva ricevuto un contratto di 5,75 milioni di dollari per coltivare la droga, ha finora fallito nella produzione di ogni accettabile marijuana placebo, utile ai ricercatori per test che dimostrino se il THC abbia un effetto alleviante in certe condizioni mediche. Il contratto richiedeva 50 kg di prodotto placebo per lo scorso anno, contenente meno dello 0,1% di THC, ma la azienda non e' stata in grado di coltivare nulla con un contenuto cosi' basso e sta considerando ora metodi chimici per rimuovere l'ingrediente attivo dalla droga gia' prodotta.
- il contratto richiedeva anche 370 kg di prodotto regolare per lo scorso anno, ma l'azienda ne ha prodotti solo 244.
- la compagnia non ha ottenuto semi certificati dal National Institute on Drug Abuse degli Usa e ha dovuto utilizzare circa 10 mila semi sequestrati dalle forze di polizia canadesi. Solo un terzo di essi ha germogliato producendo 185 varieta' molto diverse per contenuto di THC e praticamente inutili per i ricercatori. Come conseguenza il dipartimento ha sospeso i pagamenti all'azienda.
Il prodotto finale, semmai sara' consegnato, dovrebbe essere sigillato in buste da 30 grammi con etichetta e non e' prevista nessuna produzione/utilizzo di sigarette.
Tale varieta', coltivata per per il ministero della Sanita' in una parte di una miniera abbandonata a Flin Flon nello stato di Manitoba, contiene tra il 20 e il 25% di THC, il piu' attivo ingrediente della marijuana, mentre test eseguiti negli Usa suggeriscono che quella ordinaria ha una media del 5% e che la "sinsemilla", considerata la migliore, ne ha il 10%; inoltre essa e' risultata anemica e di difficile coltivazione.
Cindy Cripps- Prawak, capo del programma dell'Ottawa Medical Marijuana afferma: "non vogliamo una pianta che richieda troppa cura e non e' certo che il programma su tale varieta' continui."
Un secondo tipo sta producendo una quantita' di THC rispettabile: tra il 13 i il 18%, e questi livelli sono piu' in linea con le necessita' della ricerca medica (infatti i ricercatori ritengono che le piante utili siano quelle con il 15% di THC, o anche meno).
Se il ministero decidesse di abbandonare la coltivazioni della marijuana con THC troppo alto, provocherebbe una ulteriore interruzione nel processo di produzione della "marijuana standard" necessaria alla ricerca, e questo andrebbe ad aggiungersi ad una serie di impedimenti gia' verificatisi, quali:
- la Prairie Plant System Inc, che nel 2000 aveva ricevuto un contratto di 5,75 milioni di dollari per coltivare la droga, ha finora fallito nella produzione di ogni accettabile marijuana placebo, utile ai ricercatori per test che dimostrino se il THC abbia un effetto alleviante in certe condizioni mediche. Il contratto richiedeva 50 kg di prodotto placebo per lo scorso anno, contenente meno dello 0,1% di THC, ma la azienda non e' stata in grado di coltivare nulla con un contenuto cosi' basso e sta considerando ora metodi chimici per rimuovere l'ingrediente attivo dalla droga gia' prodotta.
- il contratto richiedeva anche 370 kg di prodotto regolare per lo scorso anno, ma l'azienda ne ha prodotti solo 244.
- la compagnia non ha ottenuto semi certificati dal National Institute on Drug Abuse degli Usa e ha dovuto utilizzare circa 10 mila semi sequestrati dalle forze di polizia canadesi. Solo un terzo di essi ha germogliato producendo 185 varieta' molto diverse per contenuto di THC e praticamente inutili per i ricercatori. Come conseguenza il dipartimento ha sospeso i pagamenti all'azienda.
Il prodotto finale, semmai sara' consegnato, dovrebbe essere sigillato in buste da 30 grammi con etichetta e non e' prevista nessuna produzione/utilizzo di sigarette.
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