Canada. Ethan Nadelmann a Vancouver a sostegno delle politiche canadesi sulla droga
A distanza di alcuni giorni dalle affermazioni di un rappresentante delle politiche sulle droghe degli Usa, il quale ha ammonito il Canada che la decriminalizzazione della marijuana comporterebbe un irrigidimento dei controlli doganali tra i due Paesi, il direttore esecutivo della Drug Policy Alliance, Ethan Nadelmann, ha visitato Vancouver incontrando il sindaco Larry Campbell e la stampa locale, offrendo una prospettiva piu' razionale al problema.
Lo scorso anno il Sindaco Campbell ha vinto le elezioni basando la sua campagna elettorale su una piattaforma di riduzione del danno per i tossicodipendenti. Rendere disponibili luoghi dove questi possano iniettarsi la dose in sicurezza e' stata una delle principali preoccupazioni del Sindaco, riconoscendo che contribuiscono alla riduzione dei problemi legati alla salute e all'ordine pubblico. E non solo -oltre a prevenire i casi di overdose e l'espandersi della Hiv- permettono di avvicinare i tossicodipendenti per fornirgli le cure necessarie. John Walters, il responsabile delle politiche sulla droga degli Usa, ha chiamato questi luoghi di Vancouver "incitamento statale al suicidio". Non solo Walters ignora le statistiche che dimostrano che luoghi del genere aiutano a prevenire la diffusione dell'Hiv senza aumentare l'uso della droga, ma egli ha anche gli occhi bendati sul danno provocato dalla politica a tolleranza zero degli Stati Uniti. I ricercatori del "Center for Disease Control" stimano che, negli Stati Uniti, il 57% dei casi di Aids tra le donne e il 36% in generale siano legati all'uso di siringhe infette o a rapporti sessuali con partners che si iniettano la droga. Questi sono problemi anche di salute pubblica e sono dovuti alle leggi a tolleranza zero che impediscono l'accesso alle siringhe nuove. Guidato da Vancouver, il Canada sta sempre piu' adottando rimedi alternativi alle politiche del "massimo danno" degli Stati Uniti.
Lo scorso anno il Canada's House of Commons' Special Committee on Non-Medical Use of Drugs ha raccomandato l'istituzione di programmi pilota per Vancouver, Toronto e Montreal per provare l'efficacia dei trattamenti curativi per tossicodipendenti restii o immuni ad altre forme di trattamenti.
Se approvato dal ministro della Giustizia Martin Gauchon, il Canada si affiancherebbe alla Germania, Olanda e Spagna nell'introduzione di questi programmi pilota, ispirati al modello svizzero.
Lo scorso anno il Sindaco Campbell ha vinto le elezioni basando la sua campagna elettorale su una piattaforma di riduzione del danno per i tossicodipendenti. Rendere disponibili luoghi dove questi possano iniettarsi la dose in sicurezza e' stata una delle principali preoccupazioni del Sindaco, riconoscendo che contribuiscono alla riduzione dei problemi legati alla salute e all'ordine pubblico. E non solo -oltre a prevenire i casi di overdose e l'espandersi della Hiv- permettono di avvicinare i tossicodipendenti per fornirgli le cure necessarie. John Walters, il responsabile delle politiche sulla droga degli Usa, ha chiamato questi luoghi di Vancouver "incitamento statale al suicidio". Non solo Walters ignora le statistiche che dimostrano che luoghi del genere aiutano a prevenire la diffusione dell'Hiv senza aumentare l'uso della droga, ma egli ha anche gli occhi bendati sul danno provocato dalla politica a tolleranza zero degli Stati Uniti. I ricercatori del "Center for Disease Control" stimano che, negli Stati Uniti, il 57% dei casi di Aids tra le donne e il 36% in generale siano legati all'uso di siringhe infette o a rapporti sessuali con partners che si iniettano la droga. Questi sono problemi anche di salute pubblica e sono dovuti alle leggi a tolleranza zero che impediscono l'accesso alle siringhe nuove. Guidato da Vancouver, il Canada sta sempre piu' adottando rimedi alternativi alle politiche del "massimo danno" degli Stati Uniti.
Lo scorso anno il Canada's House of Commons' Special Committee on Non-Medical Use of Drugs ha raccomandato l'istituzione di programmi pilota per Vancouver, Toronto e Montreal per provare l'efficacia dei trattamenti curativi per tossicodipendenti restii o immuni ad altre forme di trattamenti.
Se approvato dal ministro della Giustizia Martin Gauchon, il Canada si affiancherebbe alla Germania, Olanda e Spagna nell'introduzione di questi programmi pilota, ispirati al modello svizzero.
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