Canada. La legge federale che proibisce il possesso della marijuana non viola la Carta dei Diritti
La Corte Suprema ha stabilito che la legge federale, la quale proibisce il possesso di piccole quantita' di marijuana, non viola la Carta dei Diritti e delle Liberta'. Dunque e' costituzionale prevedere un'incriminazione penale -fino alla reclusione- per il possesso anche di una minima quantita' di droga. In un giudizio separato, la Corte ha approvato la legge federale che proibisce il possesso della marijuana, come merce di traffici illegali. La costituzionalita' della legge nacque da due domande proposte in giudizio: il Parlamento ha il diritto di punire il possesso della sostanza, in assenza di prove certe della sua pericolosita'? La legge federale viola la Carta dei Diritti, imponendo sanzioni penali per il possesso di piccole quantita' di droga?I ricorsi all'alta Corte sono stati tre. Il primo presentato da un attivista per il consumo della marijuana ricreativa, il quale sostenne l'incostituzionalita' della legge. L'altro dal proprietario di un negozio di semi di marijuana, il cui avvocato, docente della University of Toronto, sostenne che il Parlamento non ha mai provato che l'uso "ricreativo" della sostanza provochi sintomi peggiori di una bronchite. Il terzo, presentato da un uomo trovato in possesso, nella sua auto, di 0,5 grammi di marijuana. L'avvocato, nella difesa, dichiaro' che le imputazioni penali per crimini minori connessi alla droga sono sproporzionate e violano i diritti fondamentali garantiti dalla Carta. Ma i procuratori federali hanno arguito che "Non c'e' alcun diritto da sostenere nell'essere storditi e il Parlamento e' libero di criminalizzare alcuni comportamenti".
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