Lunedì 8 giugno 2026
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Canada. Montreal. Riunione internazionale dell’OAS sul consumo delle droghe

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Le prime dichiarazioni sono state del procuratore generale del Messico e responsabile uscente dell'OAS Inter-American Drug Abuse Control Commission, Rafael Macedo de la Concha, il quale ha ammonito il Canada e gli altri Paesi membri dell'Organization of American States (OAS) a contrastare la legalizzazione delle droghe, per combatterne il consumo, il traffico e il crimine organizzato connesso: "Occorre combattere il traffico, prevenire il consumo e tutto quanto ruota intorno al riciclaggio e al traffico d'armi. Si deve, inoltre, porre fine all'accettazione sociale delle droghe".
Wayne Easter, vice procuratore generale canadese ha negato che la decriminalizzazione della sostanza (proposta di legge in discussione) la renda in qualche modo accettabile, dichiarando ai giornalisti presenti all'apertura della riunione: "Abbiamo riconosciuto l'entita' del problema, l'inefficacia delle leggi e che le pene non sono uniformi in tutte le Province. Con la National Drug Strategy, abbiamo deciso di avere un approccio diverso all'applicazione della legge, aumentando le pene per le coltivazioni e finanziando programmi preventivi e campagne informative rivolte ai giovani sulla pericolosita' delle sostanze".
Macedo del la Concha, ha replicato che le sue parole non erano indirizzate al Canada: "Ho pieno rispetto per le decisioni del Governo canadese, ma per l'esperienza del mio Paese io non concordo con la legalizzazione delle droghe".
Il vice-segretario generale dell'OAS, Luigi Einaudi, ha dichiarato che essa deve rispettare le posizioni politiche dei Paesi membri e lavorare per trovare la migliore cooperazione. "Se ho inteso bene le dichiarazioni canadesi, non e' un problema di decriminalizzazione, ma di trovare il metodo migliore per far funzionare i programmi, cercando di limitare l'accessibilita' alle sostanze. Siamo certi che il Canada lavorera' con noi per raggiungere i risultati previsti".
Per l'anno di presidenza dell'OAS, il Canada ha stanziato 850 mila dollari, e Paul Kennedy auspica che i finanziamenti siano anche diretti al controllo delle frontiere.
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